ࡱ> 9 3bjbj#}TlFFFb   >[>[>[(f\\ ,^_(`*`*`aaa$@ `@ aa"aaaet*`*`ΥetetetaRR*` *`etaetfety>I" 7*`^ 7-q N>[=tGx7\ 0x=t(7et F zF21 IL PETALO AZZURRO A cura dellAssociazione INTEGRAZIONE per il dialogo Supplemento al n. 97 Maggio-Giugno 2001 di Handicap & Scuola Direttore Responsabile: MARIO TORTELLO Registrazione n. 5065 Trib. Torino del 29 settembre 1997 INTEGRAZIONE Associazione per lintegrazione scolastica, la riabilitazione e linserimento sociale dei minori disabili C.to Municipio, P.zza del Popolo, 1 - 36030 VILLAVERLA (VI) C.F. n. 93017310249 ( 0445.671016 (Abitazione Presidente) Fax Municipio: 0445.350224 E.mail:  HYPERLINK mailto:integrazionepetaloazzurro@yahoo.it integrazionepetaloazzurro@yahoo.it Con questo terzo numero iniziano ad esserci lettere di genitori, e contributi di insegnanti: siamo lieti che Il Petalo Azzurro cominci ad essere un giornalino fatto dalle diverse mani che si occupano di minori disabili. Anche la tipologia dei soci aderenti inizia a differenziarsi, con la presenza di insegnanti ed amministratori, oltre ai genitori ed agli amici sostenitori. Ancora nessun socio dal mondo della riabilitazione, ma stiamo in fiducia. La distribuzione delle 5000 copie avviene da questo numero indirizzando alle singole scuole ed ai singoli sindaci ed assessori, in quanto abbiamo purtroppo verificato che non sempre il materiale, inviato in pi copie al Capo dIstituto od al Sindaco, arriva ai vari destinatari. Ci auguriamo che gli articoli presentati rispondano agli obiettivi prioritari del nostro lavoro: linformazione e la messa in rete di input utili al dialogo ed alla motivazione delle risorse migliori per lintegrazione dei minori disabili. In ultima pagina liniziativa della RICHIESTA IN MINISTERO PUBBLICA ISTRUZIONE, che ci auguriamo incontri la simpatia e ladesione di quanti leggono Il Petalo Azzurro ed hanno a cuore il miglior funzionamento 1 Scuola. Buona lettura. La redazione SOMMARIO SCUOLA pag. 2 Famiglia e Scuola: condizioni e modalit della collaborazione, di Mario Tortello e Marisa Pavone Integrazione Scolastica: cosa deve sapere un genitore, a cura dei genitori dellAssociazione Integrazione Pedagogia ed handicap, di Riziero Zucchi - pag. 5 Linsegnamento della matematica agli alunni Down, di Carla Volpe Baggio - pag. 8 Qualitativamente (dal Convegno del 14.11.2000 Vicenza), a cura di Perin Alessandra - pag. 10 No alla droga per i bimbi vivaci e disattenti, di Apismo e Fadis LEGISLAZIONE pag. 11 Finanziaria 2001: Agevolazioni sui mezzi di trasporto per le persone con disabilit intellettiva, di C. Giacobini Aspetti assistenziali e di tutela - recensione SERVIZI SOCIALI pag. 14 I Piani di Zona Questionario ai Responsabili dei PdZ delle Ulss vicentine Guida ai Servizi per persone disabili, Direzione Servizi Sociali Area H./Et evolutiva ULSS n. 5Ovestvicentino Progetto per Pdz Ulss n. 3 ABC Triveneto ESPERIENZE pag. 17 Laura ci incoraggia a credere e ad osare , dal Nido Comunale Il Girotondo di Marano Vicentino Pesce rosso. Il mondo visto dallinterno dellhandicap, di Luigi Unesperienza meravigliosa / Grazie di esistere, dalla famiglia di Marco pag. 20 Parole che feriscono, parole che guariscono, del Gruppo Genitori e Amici Persone Down Il miraggio della continuit scolastica, di Letizia Finato e Mariarosa Diamanti Iniziativa di richiesta in Ministero Pubblica Istruzione NOTE PER LADESIONE G.S.M. Gruppo di Solidariet Montecchio Maggiore NOTE DI VITA ASSOCIATIVA pag. 22 Notizie flash / Civitas 2001 e nuove segnalazioni di Associazioni SCUOLA FAMIGLIA E SCUOLA:CONDIZIONI E MODALIT DELLA COLLABORAZIONE Marisa Pavone e Mario Tortello Dopo aver illustrato, nel numero precedente de Il Petalo, le ragioni della collaborazione tra scuola e famiglia, desideriamo soffermarci ora sulle condizioni e sulle modalit della collaborazione stessa, anche (ma non solo) nel caso in cui occorre rendere esigibile il diritto alleducazione, allistruzione e allintegrazione di persone in situazione di handicap. Sul primo punto (le condizioni della collaborazione), tocca anzitutto agli operatori in genere - e quindi anche quelli scolastici - pensare i genitori come ad attivi fruitori di servizi e non come utenti o addirittura pazienti. Decisioni e attivit debbono diventare sempre pi condivise, nel rispetto dei reciproci ruoli e contributi. E importante stabilire fini comuni e condividere non solo il potere decisionale nei rispettivi ambiti, ma finanche i sentimenti. La flessibilit dovrebbe rappresentare la parola-chiave con cui confrontarsi sia per quanti operano allinterno dellistituzione scolastica, sia per i congiunti delle persone handicappate. Circa le modalit della collaborazione, possiamo individuare la necessit di condividere prospettive e atteggiamenti, riconoscere il ruolo di tutela esercitato dalla famiglia, offrire risorse concrete ai genitori e indicare loro strategie di intervento rispetto a situazioni particolari, chiedere loro aiuto per l'adattamento del curricolo e fornire sostegno per la creazione di una rete di risorse. Troppo spesso, al di l della buona volont degli operatori di singole istituzioni, la famiglia rimane sola e senza riferimenti percepiti autenticamente come tali. Tornando alle ragioni della collaborazione, va richiamato il punto che si riferisce alla esigenza di rispetto reciproco tra genitori e operatori. In un lavoro per le Nazioni Unite, alcuni esperti coordinati da D. Brynelsen offrono alcuni suggerimenti per un proficuo rapporto tra scuola e famiglia. Ai genitori, vengono date - nellordine le seguenti indicazioni: non abbiate paura di chiedere aiuto portate con voi un amico, un familiare qualcuno di fiducia nei primi incontri con gli operatori chiedete spiegazioni sulle cose poco chiare dite all'insegnante (o alloperatore) se non approvate la sua linea operativa cercate anche altre forme di aiuto se non siete soddisfatti, comunicatelo manifestate la vostra approvazione. Ai docenti, ma pi in generale a tutti gli operatori, gli esperti suggeriscono: chiedete le opinioni dei genitori, dimostrate il valore delle loro valutazioni date ai genitori la cognizione degli sforzi e dei risultati ottenuti comunicate ai genitori la vostra specifica competenza non trattate con condiscendenza i familiari credete ai genitori: i bambini lo fanno gi dimostrate rispetto per i bambini e valorizzate la loro persona accettate il diritto di ogni persona di essere diverso, evitando generalizzazioni e stereotipi ascoltate i genitori: trascorrono molto tempo con i loro figli non forzate i genitori INTEGRAZIONE SCOLASTICA: COSA DEVE SAPERE UN GENITORE Unendo quanto emerso di marted in associazione con i supporti trovati nelle pubblicazioni sotto indicate, abbiamo redatto una sorta di prontuario di informazioni sui diritti e sugli strumenti in tema di integrazione scolastica che, se funzionanti, contribuiscono a dare qualit allintegrazione stessa. E doveroso premettere che questo articolo non intende assolutamente esaurire largomento, ma solo offrire un ventaglio di prime informazioni che rimandino il singolo agli opportuni approfondimenti delle Leggi di riferimento, delle quali citiamo le pi note: L. 104/92 (artt. 3-12-13-14-15-16), lAtto di Indirizzo DPR del 24.2.94, gli Orientamenti generali per una nuova politica dellintegrazione del 1999, nonch le ultime Leggi Finanziarie, oltre a vari Decreti e Circolari. La normativa vale per tutte le scuole statali e per quelle private parificate. Nido Interessa let 0-3 anni. La priorit nelle graduatorie un diritto esigibile, tanto pi se il soggetto in condizioni di gravit. La qualit dellinserimento non garantita dalla legge: opportuno che il genitore verifichi prima le modalit che ciascun Nido attua per integrare i disabili. Vita di classe. Lalunno disabile ha diritto ad essere inserito in classi con numero ridotto di alunni, a seconda della gravit dellhandicap: se grave, di norma la classe non deve superare le 20 unit e non registrare pi di un alunno disabile. Linserimento previsto accompagnato da un progetto motivato e articolato di integrazione, che il genitore far bene a chiedere al Capo di Istituto fin dalliscrizione, e per il quale deve rendersi disponibile. Esso pu avvalersi del contributo da parte dellinsegnante di sostegno del ciclo scolastico precedente, che nei casi di maggiore gravit potrebbe accompagnare il bambino nei primi mesi, cos da rendergli graduale il passaggio da un ciclo scolastico allaltro. La classe integrata ha diritto allappoggio di un insegnante di sostegno specializzato. La legge ne prevede in organico 1 ogni 138 alunni complessivi; da ci consegue la prassi - peraltro contemplata dalla normativa di proroghe in caso di necessit ulteriori. A seconda delle necessit che lhandicap comporta, lalunno ha diritto ad una persona che lo aiuti nellautonomia e nella comunicazione: il caso dei disabili sensoriali o fisici. La legge sancisce il principio della continuit didattica, anche se per problemi organizzativi (graduatorie nazionali) di fatto a volte non viene rispettato. Dal primo progetto a tutte le verifiche necessarie (almeno tre nel corso di un anno scolastico) la famiglia deve essere sempre interpellata insieme agli insegnanti di classe e di sostegno, alleventuale persona di supporto per lautonomia e la comunicazione, ed agli operatori dei servizi sanitari dellULSS di riferimento: insieme tutte queste persone formano il GLHO (Gruppo di Lavoro Handicap Operativo). La qualit dellintegrazione del singolo allievo pu passare attraverso progetti di modelli sperimentali efficaci di integrazione, e luso di attrezzature e sussidi adatti. Va da s che la qualit passa soprattutto per le persone preposte allintegrazione, e dunque risulta fondamentale, oltre alla loro preparazione professionale, una positiva apertura di dialogo, dentro la classe con tutti gli adulti presenti, e fuori con la famiglia ed i Servizi riabilitativi. ATA (Personale ausiliario bidelli): fra le mansioni ordinarie di queste figure rientra lausilio materiale agli alunni portatori di handicap nellaccesso dalle aree esterne alle strutture scolastiche e nelluscita da esse. Fra quelle aggiuntive (nel senso che per esse scatta il diritto al premio incentivante) c lassistenza allinterno delle strutture scolastiche, nelluso dei servizi igienici e nella cura delligiene personale. Questo servizio comunque garantito. I vari edifici scolastici devono garantire laccesso ai disabili; eventuali barriere architettoniche devono trovare superamento in correttivi adatti, sia allesterno sia allinterno nellaccesso ai bagni, aule, palestra, refettorio ecc. Il trasporto gratuito (diritto esigibile). Le sigle del percorso scolastico del bambino disabile. D.F. (Diagnosi funzionale): il documento che in base agli elementi clinici e psico-sociali descrive analiticamente la compromissione funzionale dello stato psico-fisico dellalunno in situazione di handicap. Essendo finalizzata al recupero, essa registra le potenzialit in ordine agli aspetti: cognitivo, affettivo-relazionale, linguistico, sensoriale, motorio-prassico, neuropsicologico, autonomia personale e sociale. Viene redatta dallULSS, e sottoscritta dalla famiglia. P.D.F. (Profilo dinamico funzionale): il documento stilato in quipe (ULSS insegnanti famiglia) che, sulla base della Diagnosi Funzionale, descrive in modo analitico le difficolt e lo sviluppo potenziale dellalunno, dopo un primo periodo di inserimento scolastico. Sono previsti dei bilanci diagnostici e prognostici, allincirca ogni 1-2 anni. Il PDF va aggiornato al termine di ciascun ciclo scolastico. P.E.P. o P.E.I. (Progetto educativo personalizzato, o individualizzato): il documento che descrive gli interventi integrati predisposti per la realizzazione del diritto alleducazione e allistruzione del bambino. E redatto in quipe (ULSS insegnanti famiglia), come il PDF. Esso tiene presenti i progetti educativi, riabilitativi e di socializzazione individualizzati, nonch le forme di integrazione tra attivit scolastiche ed extrascolastiche. La programmazione didattica individualizzata non esaurisce pertanto il PEI. Prove desami. Saranno corrispondenti agli insegnamenti impartiti, e sar valutato il progresso dellallievo rispetto alle potenzialit ed ai livelli di apprendimento iniziali. N.B.: E sempre diritto dovere per la famiglia partecipare attivamente ai documenti che accompagnano la vita del figlio disabile dentro e fuori la scuola, e collaborare attivamente per la realizzazione di quanto si propongono. Vita di Istituto Scolastico. Oggi, in regime di autonomia scolastica, il genitore tenuto a collaborare al P.O.F. (Piano Offerta Formativa), che il documento col quale lIstituto scolastico si presenta. Esso contiene le linee guida della vita scolastica indicandone le finalit educative; si avvale e si concretizza nel rapporto con le risorse locali del territorio di appartenenza, per una piena integrazione nella vita sociale della collettivit civile. Un P.O.F. centrato sui bisogni relazionali dei bambini, ed attento a rispondere alle necessit degli alunni in difficolt senzaltro una garanzia di qualit per tutti gli alunni. Il genitore far bene a chiederne visione prima delliscrizione. La qualit dellintegrazione scolastica passa anche per il cosiddetto GRUPPO H (Gruppo di lavoro per lintegrazione), organismo previsto dalla legge per collaborare alle iniziative educative e di integrazione predisposte dal piano educativo; di fatto pu risultare essere lorganismo che promuove la cultura dellaccoglienza e dellintegrazione nella Scuola, attraverso proprie proposte ed iniziative, ed avvalendosi della consulenza del GLIP (Gruppo Lavoro Interistituzionale Provinciale) esistente in Provveditorato. Il Gruppo H composto da insegnanti, di classe e di sostegno, da genitori, da operatori ULSS, da studenti. Il genitore far bene ad interessarsene presso il Capo di Istituto: come funziona e per quali progetti sta lavorando, e magari rendendosi disponibile. Il lavoro del Gruppo H dovrebbe ricevere indicazioni dal P.O.F., ed in esso rispecchiarsi. Gli ACCORDI DI PROGRAMMA, disposti legislativamente per predisporre, attuare e verificare congiuntamente i progetti educativi, riabilitativi e di socializzazione individualizzati, nonch per forme di integrazione fra attivit scolastiche e attivit integrative extrascolastiche, descrivono gli impegni assunti da ciascun Ente Pubblico che li sottoscrive in vista dellintegrazione scolastica. Gli Enti sono: Provveditorato agli Studi, ULSS e Comuni di appartenenza, Provincia. Per conoscerli il genitore pu rivolgersi al Capo di Istituto. Consigli di appendice Ci sembra di individuare alcuni fattori di pertinenza propria dei genitori - necessari alla buona riuscita di quanto la legge dispone e di quanto la scuola tenuta a fare. Essi sono: mettere a disposizione degli insegnanti la propria conoscenza del figlio, sicuramente pi a tutto tondo rispetto alla loro, ristretta alla vita di classe; la condivisione degli obiettivi da perseguire insieme agli insegnanti, e la convinzione del metodo adottato insieme a loro (il genitore fa bene a rivolgersi agli insegnanti di classe primi fautori di integrazione - e non solo allinsegnante di sostegno); la collaborazione e il dialogo anche informale, giorno dopo giorno, improntati il pi possibile alla fiducia reciproca. Importante ci sembra che il genitore di alunno disabile non abbia mai a sentirsi di serie B od un questuante: se valido il principio base del progetto La pedagogia dei genitori egli deve essere consapevole sia dei diritti di suo figlio sia della propria competenza come genitore. Ed solo INSIEME agli insegnanti ed agli altri professionisti che potr favorire la massima realizzazione del proprio figlio. Di l dei documenti formali, il genitore sia attento alla sostanza di quanto viene fatto a scuola, ed alle modalit. Il Petalo Azzurro pubblicher volentieri espressioni di riconoscenza per quanto di buono esiste nella scuola, nonostante tanti limiti! I genitori di INTEGRAZIONE, con lausilio di: Piccolo Vademecum per sostenere i familiari nella ricerca di una scuola inclusiva- Handicap & Scuola n. 95 Carta Diritti Scuola, a cura di P. Gherardini e S. Nocera AIPD (Assoc. It. Persone Down) Roma PEDAGOGIA ED HANDICAP Necessit di una visione pedagogica della realt umana - Di Riziero Zucchii Occorre riscoprire unimmagine delluomo non viziata dalla misurazione e dalla patologizzazione dei comportamenti. Attualmente ogni atteggiamento che non sia iscritto in una astratta norma viene visto come deviante e trova subito una diagnosi con relativa terapia, ogni funzione ed attivit umana deve esser valutata, pesata, misurata. Lintelligenza in particolare viene ridotta a sostanza riconducibile ad inesistenti et mentali o ad inutili, dannosi e scientificamente falsi Quozienti di Intelligenza. Dobbiamo riacquistare una dimensione pi libera ed aperta che non sia quella psicologica. Riferendoci alla Pedagogia, che non segue facili mode, ritroviamo la possibilit di una visione pi costruttiva ed utile alla crescita della persona. Questa scienza, basandosi su di un lungo percorso storico, non fa diagnosi, non cerca terapie, comunica lesperienza umana basata sulla condivisione e propone percorsi di educazione. La sua ricchezza la testimonianza di allievi e maestri che non induce timori, ma rafforza una speranza di crescita per tutti, nessuno escluso, determinata da un cammino positivo. E attraverso la pedagogia che acquistiamo la capacit di imparare dalla disabilit. Ci mettiamo allascolto di una dimensione umana che per troppo tempo stata lasciata ai margini, nellimpossibilit di comunicare il suo contributo al cammino umano. La nuova cultura dellhandicap Bisogna accantonare paure e pregiudizi ed impadronirsi di quella cultura dellhandicap, di cui parla un grande disabile Claudio Imprudente nel suo libro E se gli indiani fossero normali?, edito dalla casa editrice Cappelli di Bologna. Non si muove, non pu parlare, comunica con gli occhi, eppure presiede il Centro di Documentazione Handicap di Bologna e dirige la rivista H P Acca Parlante. Egli spiega che necessaria una rivoluzione culturale per lhandicap considerato non pi come oggetto passivo di attenzione sociale, ma come soggetto capace di scoprire, esprimere ed offrire il proprio originale contributo al vivere comuneQuesta nuova concezione della diversit fa s che luomo normale prenda coscienza delle potenzialit dellhandicappato, riconoscendo in lui la presenza di valori socialmente e moralmente rilevanti per una rinnovata convivenza. Queste idee le propone concretamente nelle scuole tramite il Progetto Calamaio, percorsi formativi in cui i disabili diventano protagonisti attivi di educazione alla diversit. Visione evolutiva La disabilit esalta luomo e lumanizzazione della realt. Sottolinea limperfezione della persona che non naturalmente adattata alla realt naturale, n il creato al suo servizio. Si oppone al concetto di perfezione delluomo ad una astratta visione per cui tutto ci che ne diverge strano, mostruoso, inaccettabile, sia dal punto di vista fisico che morale, il modello leroe bello e buono contemporaneamente. Questidea crea in tutti il senso di inadeguatezza di non accettazione di s. Porta allomologazione delle persone, in certi periodi storici al razzismo, alleugenetica. Al contrario laccettazione della debolezza e della disabilit come condizione umana, esalta la capacit di costruire un mondo a misura di tutti. La cooperazione Oggi si muore e non solo metaforicamente di autosufficienza. Ognuno costretto per un falso senso di autonomia a mostrarsi in grado di rispondere a tutte le situazioni da solo. Colui che ha bisogno e lo dimostra anche nella sua fisicit un inferiore a cui non solo si toglie anche dignit. Si arriva ad estremi in cui a disabili fisici si attribuisce disabilit mentale. Gli handicappati manifestano nel modo pi palese linterdipendenza umana, la sua necessit per tutti, ricordano che nessun uomo unisola, proponendo una cultura della solidariet che prevenzione al disagio degli altri. La tossicodipendenza deriva dallattuale isolamento dovuto allautosufficienza a tutti i costi. Chi dipende dallemozione momentanea dovuta al flash della sostanza ha dimenticato o incapace di ottenere lemozione duratura determinata dal dare e ricevere aiuto. La condivisione Nella civilt assordante della comunicazione di massa presente la folla solitaria, descritta da David Riesman nel libro omonimo, vecchio di quarantanni. Nulla cambiato da allora, anzi la situazione appare peggiore perch il fenomeno, presente in quel periodo nei centri urbani occidentali, si esteso. Solitudine creata per asservire meglio le persone, togliere loro consapevolezza dei diritti comuni, soffocare lansia nel consumo, patologizzare le situazioni risolvendole tramite interventi specialistici, ecc.. Anche in questo caso la pedagogia della disabilit crea controcultura. Aiutare in modo paritario un disabile, non assisterlo, significa praticare il valore della condivisione. Uscire con lui e sentire il disprezzo o la curiosit malevola delle persone. Avvertire continuamente la necessit di rivendicare diritti che non sono mai acquisiti. Partecipare al rifiuto di possibilit, di occasioni che per i normali sono la norma: frequentare luoghi pubblici, andare ai servizi, viaggiare, per non parlare dei rapporti umani paritari, dellamore, del sesso, ecc.. Allora se condividi sul serio ti viene una gran rabbia, e partecipi anche tu ad una lotta comune che diventa il superare la solitudine e lisolamento per rivendicare collettivamente diritti che si trasformano in risultati per tutti. E quanto hanno fatto concretamente gli allievi dellITC Buniva di Pinerolo che allinterno della curricolarit dellArea di Progetto, guidati dai compagni disabili e sostenuti dai docenti, hanno costruito una Guida della Citt di Pinerolo per persone a mobilit ridotta e disabili, che serve anche agli anziani ed alle mamme con le carrozzine. Elogio dellimperfezione Lomologazione a tutti i costi non comporta solo il consumismo delle cose, ma implica anche il consumo di s, come indica il titolo di un libro recentemente apparso : La socit de consommation de soi. Il corpo va modellato, scolpito e non solo nelle palestre o con gli anabolizzanti, ma anche con un digiuno che conduce allanoressia. In questi casi il ricorso allo specialista, il ricovero in cliniche specializzate la norma. Vi una pedagogia della prevenzione che passa attraverso la valorizzazione della diversit. Un ragazzo disabile ben inserito nel suo quartiere, benvoluto da tutti, unallieva handicappata al centro dellattenzione e dellamore dei compagni non sono forse il paradigma che i difetti non sono ostacoli, ma motivi per un collegamento ed una valorizzazione? Che possibile, proprio nellet dellidentit da raggiungere, nel periodo delladolescenza, andare al di l dellapparenza e raggiungere i valori reali della persona? Per tali obiettivi educativi necessaria una sensibilizzazione che deve partire dagli adulti, ma non in modo moralistico, quanto effettuale. Gli adulti devono mettere in discussione di fronte ai ragazzi le loro paure ed i loro pregiudizi sulla disabilit, con la consapevolezza che spesso sono proprio loro a creare le maggiori barriere. Ecologia della diversit: le barriere architettoniche La disabilit non una malattia, anche se i disabili spesso devono ricorrere a cure mediche o a momenti riabilitativi. Appartiene alla comune diversit di tutti e si oppone alla normalit, intesa come omologazione. Ha modi diversi di approcciarsi alla realt, non solo dal punto di vista cognitivo o comportamentale. Lantropizzazione del mondo ha sostituito alla realt naturale, una realt costruita dalluomo che rispecchia un progetto limitato, una dimensione unica, un modello astratto di uomo. Ha costruito barriere tanto pi inaccettabili in quanto progettate e studiate con beata inconsapevolezza dei diritti di tutti. Ha fatto gradini quando bastavano scivoli, apparecchiature ad altezze impossibili, quando erano sufficienti alcune decine di centimetri di differenza, ecc.., mezzi non pubblici perch inaccessibili. Rivendicare nella concretezza i diritti dei pi deboli significa rivendicare quelli di tutti, realizzare nel concreto una giustizia ed una disponibilit alla diversit spesso espressa solo a parole. Lottare nel quotidiano a fianco della disabilit vuol dire acquisire una nuova dimensione pedagogica. Ci accorgiamo che: Dalla difficolt nasce la forza. Dai problemi nascono le soluzioni. BIBLIOGRAFIA B.SELLINPrigioniero di me stessoBollati BoringhieriTorino 1995M.S. BELLINIVestita di nuvoleSperling&KupferMilano 1997A. STURIALEIl libro di AlicePolistampaFirenze1996J. BOSLOUGHLuniverso di Stephen HawkingRizzoliMilano1990E.LABORITIl grido del gabbianoRizzoliMilano1997C. NOLANSotto locchio dellorologioTEAMilano1994C. BROWNIl mio piede sinistroOscar MondadoriMilano1990G. FERRARIAgli estremi dellarcobalenoTraccEdizioniPiombino1994M,.BETTASSAStoria di un filo derbaTraccedizioniPiombino1991R. BENZIIl vizio di vivereRusconiFirenze1991R. BENZIGirotondo in una stanzaRusconiFirenze1987M. SANTAMATOIo sirena fuor dacquaMondadoriMilano1995C. IMPRUDENTEVita!ThemaBologna1990C. IMPRUDENTEE se gli indiani fossero normali?CappelliBologna1992AA VVMi riguardaS / ERoma1994H. DE MONTALEMBERTBuioMondadoriMilano1990E. R. CARLSONNato cosIl Pensiero ScientificoRoma1959O. SACKSSu una gamba solaAdelphiMilano1991O.SACKSUn antropologo su MarteAdelphiMilano1995G. VITICara L. Storia di un normalissimo disabileTirrenia Ed del Cerro1997Un ragazzo cade e diventa paraplegico. La sua lotta per ricostruirsi una normalit, ottenuta anche attraverso le lettere ad una ragazza.F. MORICONILungo la via della tormentaPochiniFirenze1973La lesione alla colonna vertebrale impedisce la deambulazione. Nel libro vi al possibilit di emergere attraverso le amicizie ed i ricordi della vita precedente. J. P.GOETGHEBUERA nome di tutti i mieiPaolineMilano1987Testimoniato il processo pedagogico di crescita di un paraplegico ottenuta attraverso il collegamento con le personeJ.D. BAUBYLo scafandro e la farfallaPonte alle GrazieFirenze1997M. CAMERONILhandicap dentro ed oltreFeltrinelliMilano1983VALENTEIo, inveceEditori RiunitiRoma1987L. PRETELa vita che ritornaFeltrinelliMilano1997D. WILLIAMSNessuno in nessun luogoGuandaParma1992 Il mio ed il loro autismoArmandoRomaC. ROVINII miei hamiciJ. FRAMEUn angelo alla mia tavolaEinaudiTorino1996J. FRAMEDentro il muroT E AMilano Testimonianze di genitori C.SERENI, Si pu E / O Roma 1996C. GALLO BARBISIO I figli pi amati Einaudi Torino 1979G. PONZIO P. GALLI Madre ed handicap Feltrinelli Milano 1988L. ANDERLINI La tua storia e la mia Dehoniane Bologna 1992Lorena, in una serie di lettere parla del ffiglio, un ragazzo Down.E precisato un percorso di autoeducazione. E un libro composito, fatto di testimonianze diverse. N. HUNT Il mondo di Nigel Hunt Dehoniane Bologna 1987Storia dellinfluenza fondamemntale di due genitori per un figlio Down.C. SERENI Manicomio primavera Giunti Firenze 1990C. SERENI Eppure Feltrinelli Milano 1995O. CRESTA Ti salver con le mie fiabe Piemme Casale Monf.to Favole inventate da una madre per una figlia con paresi spastica. Protagonista una ragazza dai poteri fantastici. Nella prima parte testimoniato litinerario di crescita della figlia attraverso laiuto della madre.E. AUERBACHER Babette hadicappata cattiva Dehoniane Bologna 1991Storia del collegamento di una ragazza handicappata con spina bifida, prima con la madre poi con le amiche e le compagne di universit.P.SCHRAG D.DIVOCKY, Il mito del bambino iperattivo, Feltrinelli Milano 1978Critica ad una malattia costruita. A seconda dei vari schemi proposti dagli esperti i sintomi variano di numero e qualit, in alcune scuole stato possibile riscontrare qualche sintomo in tutti i bambini esaminati. (Dalla prefazione del Dottor Giorgio Bert). Il prof. Riziero Zucchi, docente a contratto presso la cattedra di Pedagogia speciale nel corso di laurea in Scienze della formazione primaria dellUniversit di Torino, stato relatore al Convegno OLTRE svoltosi a Thiene il 2 dicembre u.s. In quella occasione faceva il punto dellintegrazione nella scuola dellautonomia: sosteneva il concetto di desanitarizzazione nella scuola ed invitava a rinunciare al tecnicismo in favore di una presa in carico pi pedagogica degli alunni disabili, che si avvalga della strategia della fiducia, gi vissuta dai genitori (che devono essere riconosciuti nella loro funzione attiva). Sosteneva inoltre che lEnte Locale fondamentale come risorsa, e che il territorio ha una dimensione educativa: i progetti infatti devono portare i disabili ad impadronirsi di tutta la vita. Note di Redazione LINSEGNAMENTO DELLA MATEMATICA AGLI ALUNNI DOWN Il primo dicembre 2000 ho partecipato ad una lezione tenuta dalla prof.ssa Elisabetta Monari Martinez (Docente e ricercatrice di Matematica pura ed applicata allUniversit di Padova, e vice presidente dellAssociazione Down Padova), rivolta ad un gruppo di futuri insegnanti. Ne faccio oggetto di questo scritto, sia come informazione sullo specifico della patologia trattata, sia perch tutta la lezione stata di stimolo allintegrazione. Certo non secondario il fatto che la docente sia anchella una mamma speciale come me. Dopo qualche elementare informazione sulla Sindrome di Down, la Docente ha affrontato il tema, dalle difficolt alle loro cause; quindi ha proceduto ad illustrare una ricca serie di strumenti utili sia a semplificare i concetti matematici (ed anche altri) che a motivare il bambino ad apprendere. Tutti questi strumenti sono proponibili IN CLASSE, allinterno della comune programmazione scolastica. Insieme ad altri genitori dellassociazione, ho poi potuto partecipare agli incontri tenuti da specifici relatori al Corso di Alta Qualificazione sulla Sindrome di Down, organizzato dalla d.ssa Cattaneo del Provveditorato. Tra gli altri la prof.ssa Martinez ha avuto il compito di relazionare sugli approfondimenti didattici, cos ho avuto modo di godere di un panorama davvero ampio di possibilit di apprendimento, su tutte le materie. Per quanto riguarda la matematica in particolare stato confermato che anche le persone Down possono arrivare alle espressioni aritmetiche e anche algebriche, alle frazioni, ai grafici, alle percentuali. Tutte le relazioni sono state intrise di grande umanit e speranza, oltre che della fiducia nelle possibilit di apprendimento di questi soggetti. E a me richiamano alcune affermazioni di pedagogisti: lapprendimento non lineare, bens a volo di farfalla .. conta moltissimo un contesto stimolante che motivi allapprendimento .. prof. Nicola Cuomo (Universit di Bologna) al convegno Torrebelvicino 2.10.98 gli insegnanti siano esperti di umanit, sappiano integrare il cervello emotivo e quello cognitivo prof. Franco Larocca (Universit di Verona) al convegno Vicenza 14.11.2000 E necessario demedicalizzare ..la scuola deve riprendersi le coordinate pedagogiche di questi alunni, in collaborazione con i genitori che vivono la pedagogia della fiducia, della speranza, dellidentit della persona del loro figlio, perch alla base vivono un rapporto affettivamente empatico, di l della diagnosi medica. prof. Riziero Zucchi (Universit di Torino) al convegno Oltre (Thiene 2.12.2000). Proprio in questo senso mi sembra che lopera della relatrice Martinez, con la miniera di strumenti da lei creati da genitore a scopo didattico, possa essere considerata una vera perla della pedagogia dei genitori. Una riflessione: i servizi riabilitativi, che generalmente tendono a frenare ipotesi di avanzamento nelle proposte didattiche, sono forse troppo condizionati dalla loro ottica della patologia. Il loro approccio, alla luce di questi incontri, non sembra molto funzionale allapprendimento del bambino Down, che probabilmente non viene sufficientemente considerato anche con lottica della salute, cio delle potenzialit. Anche lo standard di una logopedia generalmente non pi proposta oltre i 9 anni di et del bambino Down (quello che gli stato possibile apprendere questo. Dora in poi non pi possibile ..non vale la pena) appare poco rispettosa del fatto che il bambino down continua a maturare nel tempo: la prof.ssa Martinez ha citato vari casi di inizio lettura e scrittura, e perfino di linguaggio, in persone Down adolescenti ed anche adulte. Vorrei concludere questo scritto citando un testo edito lanno scorso dalla Erickson: Lintegrazione scolastica delle persone Down di Gherardini Nocera (A.I.P.D. Associazione Italiana Persone Down), che riporta gli esiti di un lungo questionario, articolato per dirigenti scolastici e per insegnanti di classe e di sostegno degli alunni down. I dati sono raccolti per ordine di scuola, e per area: autonomia, area linguistica, area logico-matematica, area socio-affettiva. In tutta Italia ne sono stati completati e raccolti 385, dei quali 8 dallAlto Vicentino ad opera del locale Gruppo Genitori e Amici Persone Down. Lo cito in particolare perch esso conferma limportanza del credere nelle possibilit di apprendimento degli allievi Down, quale prerequisito per gli insegnanti, perch possano trovare il momento opportuno e le modalit adeguate per avanzare proposte anche nellarea di maggiore astrazione, cos da far scattare quel conflitto cognitivo che non produce frustrazione, ma curiosit ulteriore e stimolo allapprendere (pag. 129). Gli esiti comprovano che le persone Down possono avventurarsi anche in grafici, frazioni, percentuali, eccetera, nonostante si portino appresso la difficolt di contare. Emerge chiaro che non esiste un tetto massimo di apprendimento possibile Carla Volpe Baggio Il citato CORSO DI ALTA QUALIFICAZIONE SULLA SINDROME DI DOWN promosso dal Provveditorato agli Studi di Vicenza per opera della d.ssa Cattaneo stato aperto a tutti quanti fossero interessati alle varie relazioni, cos da dar modo a tutti di diventare un po pi competenti sullargomento: riteniamo che questa scelta sia illuminata e molto importante, come pure quella di aver effettuato le videoregistrazioni di quasi tutti gli incontri. Noi ci auguriamo che esse vengano richieste non solo da singoli insegnanti o da genitori, ma anche dalle varie figure professionali della riabilitazione. Soprattutto ci auguriamo che esse vengano richieste dai gruppi operativi per il singolo bambino (GLHO formato dai genitori, insegnanti di sostegno e di classe, eventuale personale di assistenza e professionisti della riabilitazione) per guardarle INSIEME e trovarci spunti di riflessione e di nuova operativit condivisa. Per il noleggio delle videocassete (6 incontri) e/o del materiale cartaceo di tutti gli incontri rivolgersi a: Provveditorato agli Studi di Vicenza Ufficio Interventi educativi: tel. 0444.251145 E.mail:  HYPERLINK mailto:edsavi@tin.it edsavi@tin.it Centro di Documentazione Vicenza, via Bellini: tel. 0444.965264 Associazione Integrazione di Villaverla e.mail:  HYPERLINK mailto:integrazionepetaloazzurro@yahoo.it integrazionepetaloazzurro@yahoo.it oppure:  HYPERLINK mailto:taridal@tiscalinet.it carlavbaggio@libero.it oppure tel. 0445.671016 (tel. Presidente) Elenco degli incontri e dei laboratori aperti a tutti, svoltisi fra febbraio ed aprile 2001, e dei Relatori: Aspetti eziologici, sindrome e tipologieBACCICHETTI CARLOAspetti psicologici ALBERTOLI CARLA E BODON C.Approfondimenti didattici - 1 2 3 4 5 MARTINEZ ELISABETTALABORATORIO 1 La relazione educativa: comunicazione ed handicap specificoROLLI MARIOLABORATORIO 2 Educazione psicomotoria e handicap specificoRACCAGNI GIORGIOLABORATORIO 3 Esperienza teatrale ed handicapSOLDA CLAUDIOCollaborazione tra famiglia e struttureASSOCIAZIONE CATTANEO PIERAI problemi nella scuola superiore e nel mondo del lavoroBALZI FRANCOIl progetto pedagogicoLAROCCA FRANCO Ci auguriamo che alla redazione del petalo arrivino testimonianze di buona integrazione, perch tanti sforzi e tanta autentica vita venga rimessa in circolo, fuori dagli armadi dellarchivio scolastico. Note di Redazione Tra le credenze su cosa sanno o non possono apprendere le persone Down, c pure che non imparano la matematica ci si chiede se saper contare sia problema intellettivo oppure di altro genere. Il ritardo mentale generato dalla Trisomia 21 omogeneo in tutte le aree, eccetto che nel linguaggio espressivo, che resta sempre pi indietro rispetto a quello recettivo. Ci causa negli insegnanti spesso lidea di impossibilit ad apprendere certe cose, per il semplice motivo che la persona non riesce ad esprimere verbalmente ci che sa. In matematica succede che le abilit aritmetiche saper contare ed abbinare 1:1 siano deficitarie rispetto a quelle logiche. C il rischio che allallievo Down vengano proposti compiti al di sotto delle sue possibilit perch non ha il concetto di numero, non sa ordinare la sequenza dei numeri, eccetera. E questo proporre sempre il minimo frustrante per il bambino. Ne consegue che si pu andare oltre il contare ed avventurarsi in problemi pi complessi ed interessanti, partendo da quanto tocca linteresse del bambino. La condizione di integrazione scolastica offre dal canto suo gli argomenti per ampliare tutto questo. Ovviamente serve che il bambino senta che linsegnante di classe lo stesso dei suoi compagni che si interessa del suo apprendimento, e questa la carta vincente; linsegnante di sostegno dal canto suo non pu e non deve ridursi a fare la baby-sitter del bambino. .. (continua) Se si osa andare oltre i buchi che il bambino Down presenta nelle conoscenze di base, come il contare, si possono raggiungere mete altrimenti negate (prof. E. M. Martinez) "QUALITATIVAMENTE 14.11.2000 - VICENZA Elaborazione riassuntiva dei dati di una ricerca a cura di Alessandra Perin, Schio Qualitativamente il titolo del convegno promosso dal Provveditorato agli Studi di Vicenza, svoltosi il 14.11.2000, per restituire i dati raccolti in due anni di indagini tramite questionari in alcune scuole dellobbligo della nostra provincia, aventi lo scopo di valutare la qualit dellintegrazione scolastica. Per chi fosse interessato a prendere visione dellintera raccolta dei dati, presso la nostra Direzione Didattica disponibile una copia del CD ROM; in questa sede ci premeva in particolare fornire alcuni elementi conoscitivi che possono diventare spunto di un confronto allinterno del Gruppo H. Prima di tutto sono stati coinvolti nellindagine insegnanti curricolari, di sostegno, operatori dellASL, della Provincia e genitori di alunni certificati; i dati sono stati raccolti in due diversi tempi, facendo trascorrere circa 6 mesi tra la prima e la seconda rilevazione. Facendo riferimento al concetto di qualit dellintegrazione, si vista la difficolt di darne una definizione esaustiva e valida per tutti, quindi si ricorsi ad un concetto di qualit multidimensionale che comprendesse parametri relativi alla fase di INPUT (risorse umane e materiali presenti a scuola), alla fase del PROCESSO (modalit con cui vengono sfruttate tali risorse), alla fase di OUTPUT (contenuti, attivit concretamente svolte). Nella fase del PROCESSO, tra i vari criteri, si sono analizzate in particolare la logica per progetti (es: P.E.P. condiviso tra i diversi attori), i rapporti tra scuola e territorio (ULSS, provincia, comune) e i rapporti con le famiglie degli alunni in difficolt. Tra i vari parametri scelti per valutare i dati raccolti, si cercato anche di verificare gli effetti di un anno di inserimento nella classe dellalunno disabile o in difficolt; si cos potuto constatare come ci siano stati cambiamenti significativi in merito alla qualit dei rapporti tra lalunno in difficolt e i suoi compagni, migliorando cos il clima interno alla classe, mentre per altri aspetti si notata una maggiore staticit, soprattutto nelle scuole medie. Molto diverse sono state le risposte fornite dalle insegnanti di sostegno rispetto a quelle fornite dagli insegnanti di classe in merito agli aspetti cognitivi; entrambi concordano invece in merito agli aspetti relazionali alunno disabile/classe. Come variabili che incidono sul cambiamento si sono considerate: tipologia delle disabilit ore trascorse in classe dallalunno in difficolt specializzazione o meno dellinsegnante di sostegno I dati raccolti dimostrano come sul cambiamento incida la tipologia della disabilit e il fatto che un insegnante sia o meno specializzato; non c per una correlazione diretta tra il numero di ore passate in classe e i risultati di un anno di inserimento; si nota pure una tendenza al peggioramento dellindicatore partecipazione dellalunno alle lezioni in classe. Per quanto riguarda lindagine compiuta tra i genitori, il questionario a loro fornito stato costruito col coinvolgimento di alcuni genitori di alunni disabili; dalle loro risposte emerso in generale un elevato grado di soddisfazione, con interessanti e significative differenze tra livelli di scuola; per esempio, nella scuola elementare prevale la fiducia verso linsegnante curricolare, nella media verso quella di sostegno (v. grafici sotto). Spazio per grafici Interessante notare come, accanto alla fiducia accordata agli insegnanti, esistano per sistemi valutativi diversi tra le due figure pi vicine allalunno in difficolt, e cio i genitori e linsegnante di sostegno, in merito alle aspettative scolastiche. Per quanto riguarda la collaborazione tra scuola e strutture esterne (es: scuola famiglia -ULSS), questo sembra essere per i genitori il rapporto pi difficile da consolidare, in particolare per i genitori di alunni inseriti nelle scuole medie (es: viene individuata come poco soddisfacente la collaborazione tra insegnanti, operatori, famiglia nellambito della definizione del P.E.P). Positivo il generale accordo tra i genitori che la disabilit non sia un problema solo dellinsegnante di sostegno ma di tutta lquipe educativa. Alessandra Perin insegnante di sostegno Scuola Elementare G. B. Cipani- Schio NO ALLA DROGA PER I BIMBI VIVACI E DISATTENTI Sul trattamento farmacologico del bambino DDAI (deficit di attenzione iperattivit) riceviamo dal prof. Dario Petri, presidente dellAssociazione A.B.C. (Ass. Bambini Cerebrolesi) una lettera aperta ai Ministri della Pubblica Istruzione e della Sanit, ai genitori, agli studenti ed agli insegnanti, che stata proposta da APISMO (Associazione provinciale degli insegnanti di sostegno di Modena  HYPERLINK mailto:apismo@tin.it apismo@tin.it) e sostenuta da Nicola Quirico, presidente nazionale FADIS (Federazione Associazioni Docenti per lIntegrazione Scolastica) di Calderara di Reno (BO)  HYPERLINK mailto:bomarzo@tin.it bomarzo@tin.it Riassumendo, la lettera parla di ferma opposizione alluso di farmaci che come droghe alterino la chimica del cervello. Viene invece proposta La pratica pedagogica della Gestione Mentale elaborata da Antoine de La Garanderie, pochissimo conosciuta in Italia, altrimenti chiamata pedagogia delle evocazioni. Essa si basa sullinvito rivolto al bambino ad evocare quanto appena percepito dalla vista, o dalludito. Ovviamente necessario che linsegnante adotti una modalit di presentazione dei contenuti didattici che tenga conto della modalit evocativa del bambino. La pratica pedagogica della Gestione Mentale insegna al bambino a gestire meglio i suoi evocati per muovere il suo pensiero nella direzione voluta ed essere maggiormente consapevole e padrone della sua attivit sia fisica che mentale. Occorre dunque prosegue la lettera che contro la stigmatizzazione psicologica e psichiatrica si attivino una riflessione etico-pedagogica sulle scelte educativo-didattiche effettuate dalla scuola, e la ripresa di una rigorosa ricerca e sperimentazione pedagogico-didattica per valorizzare la potenziale capacit della scuola di mettere in atto una prevenzione, diagnosi e terapia delle difficolt dapprendimento, atte a mobilitare il pensiero logico e creativo del bambino. Sar interessante se dalle scuole, dai Servizi riabilitativi e dalle famiglie della nostra Provincia ci arriveranno opinioni o testimonianze attorno a questo tema. Potranno contribuire al dibattito che, interessando migliaia di bambini, interpella la pedagogia non meno che la psicologia e la neurologia. LEGISLAZIONE Finanziaria 2001: agevolazioni sui mezzi di trasporto per le persone con disabilit intellettiva di Carlo Giacobini Il 22 dicembre la Camera dei Deputati ha approvato in via definitiva i 158 articoli che compongono la Legge Finanziaria per il 2001. La norma stata pubblicata nel Supplemento Ordinario n. 302 alla Gazzetta Ufficiale 29 dicembre 2000, n. 302; la legge la numero 388 del 23 dicembre 2000. Larticolo 30 (comma 7) della Legge Finanziaria per il 2001 estende tutte le agevolazioni fiscali sui veicoli, precedentemente riservate ai persone con handicap motorio e sensoriale, anche alle persone con disabilit intellettiva. Le agevolazioni sono le seguenti: - IVA al 4% sullacquisto di veicoli con cilindrata massima di 2000 centimetri cubici se con motore a benzina e con 2800 centimetri cubici se con motore diesel. - Detrazione IRPEF del 19% delle spese sostenute per lacquisto di veicoli fino ad un massimo di spesa di 35 milioni di lire; lagevolazione indipendente dalla cilindrata del veicolo. - Esenzione dal pagamento del bollo auto; lagevolazione indipendente dalla cilindrata del veicolo. - Esenzione da tutte le imposte di carattere traslativo (es. IET, APIET) cio quelle dovute al momento dellacquisto o del passaggio di propriet; lagevolazione indipendente dalla cilindrata del veicolo. Le agevolazioni IRPEF e IVA spettano una sola volta ogni quattro anni. Lesenzione dal pagamento del bollo auto spetta solo su un veicolo per disabile. La Legge Finanziaria precisa che le agevolazioni sono concesse ai disabili intellettivi a prescindere dagli adattamenti sul veicolo che quindi non sono necessari. Le agevolazioni (tutte) spettano direttamente alla persona disabile oppure al familiare che labbia in carico fiscale. Una persona a carico del familiare quando con questi convivente e quando non possiede un reddito proprio superiore ai 5.500.000 lire annue. Ricordiamo che le pensioni, gli assegni e le indennit corrisposte agli invalidi civili non fanno reddito ai fini IRPEF, infatti non vanno denunciate nei Modelli 730 e Unico. Hanno diritto alle nuove agevolazioni i disabili intellettivi, maggiorenni o minorenni, titolari di indennit di accompagnamento. Sono quindi esclusi quei minori ai quali sia stata riconosciuta lindennit di frequenza. Le agevolazioni sono riconosciute solo su alcune tipologie di veicoli e cio: motocarrozzette a tre ruote, motoveicoli per trasporto promiscuo, motoveicoli per trasporti specifici, autovetture, autoveicoli per trasporto promiscuo, autoveicoli per trasporti specifici, autocaravan. In ogni caso, per godere dellagevolazione IVA i mezzi non devono superare il limite di cilindrata cui si accennava sopra. Come ottenere le agevolazioni In questo momento, pur essendo vigenti le disposizioni introdotte dalla Finanziaria dal primo gennaio 2001, non sono ancora state emanate circolari che forniscano indicazioni per accedere ai nuovi benefici. I consigli che seguono si rifanno alle circolari gi diramate per gli analoghi benefici riservati finora alle persone con disabilit motoria e sensoriale, e hanno un valore puramente indicativo. IVA agevolata La documentazione va sempre consegnata al cedente (es. concessionario) il quale ne deve disporre per esibirla a sua volta agli Uffici periferici del Ministero delle Finanze. A nostro avviso vanno presentati i seguenti documenti: 1) certificazione attestante linvalidit rilasciata da Commissioni pubbliche deputate a tale accertamento; dalla certificazione deve risultare la titolarit dellindennit di accompagnamento; 2) autocertificazione attestante che nel quadriennio anteriore alla data di acquisto non si beneficiato dell'applicazione dellIVA agevolata sui mezzi in questione; nel caso in cui il mezzo agevolato sia stato cancellato dal PRA, dovr essere esibita la relativa documentazione solitamente rilasciata da quell'ente; 3) atto attestante che il disabile fiscalmente a carico, nel caso in cui sia il familiare ad acquistare il mezzo (es. fotocopia della prima pagina dellultimo Modello 730 o Unico). La documentazione valida anche per lesenzione dal pagamento di IET e APIET solitamente dovuti allatto dellacquisto e dellimmatricolazione. Esenzione dal pagamento del bollo auto In questo caso va inoltrata una specifica domanda di esenzione agli uffici periferici del Ministero delle Finanze. Pi precisamente la domanda va presentata alle Sezioni staccate delle Direzioni Regionali delle Entrate; che generalmente sono presenti in ogni provincia (vedere nell'elenco telefonico alla voce "Uffici Finanziari"); in alternativa possibile presentare la medesima richiesta e la documentazione agli Uffici delle Entrate, laddove questi sono gi stati istituiti. La domanda di esenzione (citare il comma 7 dellarticolo 30 della Legge 23 dicembre 2000, n. 388) deve indicare il numero di targa e il nominativo dellintestatario. Lintestatario deve essere il disabile oppure il familiare che ce lha in carico fiscale. La documentazione da allegare a nostro avviso : 1) certificazione attestante linvalidit rilasciata da Commissioni pubbliche deputate a tale accertamento; dalla certificazione deve risultare la titolarit dellindennit di accompagnamento; 2) atto attestante che il disabile fiscalmente a carico, nel caso in cui sia il familiare ad acquistare il mezzo (es. fotocopia della prima pagina dellultimo Modello 730 o Unico). Ci si augura ovviamente che quanto prima gli Uffici periferici predispongano, magari sotto la pressione di numerose richieste, un fac-simile di richiesta di esenzione. Lesperienza delle persone con disabilit motoria ci permette di affermare che laccoglimento delle domande di esenzione non viene quasi mai comunicata. E opportuno quindi conservare in copia tutta la documentazione presentata (meglio se con Raccomandata con avviso di ricevimento oppure con raccomandata a mano timbrata). Non necessario presentare la domanda di esenzione ogni anno. Agevolazioni IRPEF Le disposizioni della Finanziaria entrano in vigore dal primo gennaio del 2001; questo significa che le persone con disabilit intellettiva e i loro familiari potranno detrarre le spese sostenute a partire dal 2001, cio nella dichiarazione del 2002. Per quel tempo il Ministero delle Finanze avr senza dubbio impartito istruzioni pi dettagliate. Nel frattempo opportuno prestare molta attenzione allintestazione delleventuale veicolo acquistato. Il veicolo, lo ripetiamo, deve essere intestato al disabile o al familiare che ce lha in carico. Si ribadisce - ancora una volta - che quanto proposto in questa scheda ha carattere puramente indicativo ed ha valore fino al momento dellemanazione di specifiche circolari del Ministero delle Finanze. 10 gennaio 2001 La presente scheda stata redatta su richiesta della Federazione Italiana per il Superamento dellHandicap da Carlo Giacobini, responsabile editoriale della rivista Mobilit. Per facilitare lespletamento delle pratiche relative, abbiamo pensato di offrire i riferimenti delle sedi delle Agenzie delle Entrate esistenti in provincia. Lavoro a cura della Redazione. AGENZIE DELLE ENTRATE UFFICI DI RIFERIMENTOCOMUNIIn attesa dellapertura dellUfficio ad ARZIGNANO, le pratiche vanno inoltrate a: DIPARTIMENTO ENTRATE Sez. Staccata di VICENZA -C.so Palladio,149 36100 VICENZA Tel. 0444.338043Arzignano, Chiampo, S. Pietro Mussolino, Crespadoro, Altissimo, Nogarole, Zermeghedo, Montorso Vicentino, Montecchio MaggioreAgenzia delle Entrate Uff. di Bassano d. G. Via Marco Ricci, 8 - 36061 BASSANO DEL GRAPPA (VI) tel. 0424.529562 E.mail:  HYPERLINK mailto:uue1bassanodelgr@finanze.it uue1bassanodelgr@finanze.it Orari: dal luned al sabato dalle ore 8.00 alle ore 13.00 Marted e gioved anche dalle 15.00 alle 17.00Bassano, Campolongo sul Brenta, Cartigliano, Cassola, Cismon del Grappa, Conco, Enego, Marostica, Mason Vic.no, Molvena, Mussolente, Nove, Pianezze, Pove del Grappa, Romano dEzzelino, Ros, Rossano Veneto, S. Nazario, Schiavon, Solagna, Tezze sul Brenta, ValstagnaIn attesa dellapertura dellUfficio locale a SCHIO, le pratiche vanno inoltrate a: DIPARTIMENTO ENTRATE Sez. staccata di VICENZA C.so Palladio, 149 36100 VICENZA Tel. 0444.338043Schio, Arsiero, Laghi, Lastebasse, Malo, Monte di Malo, Piiovene Rocchette, Posina, Santorso, S. Vito, Tonezza, Torrebelvicino, Valli del Pasubio, Velo dAsticoAGENZIA DELLE ENTRATE UFFICIO DI THIENE Via Vanzetti, 2 - 36016 THIENE (VI) tel. 0445.380211 E.mail:  HYPERLINK mailto:uue1thiene@finanze.it uue1thiene@finanze.it Orari: Dal luned al sabato dalle ore 8.30 alle ore 12.30 Luned e Venerd anche dalle 14.00 alle 15.00Asiago, Breganze, Caltrano, Calvene, Carr, Chiuppano, Cogollo del Cengio, Fara Vicentino, Fozza, Gallio, Lugo Vic.no, Lusiana, Marano Vic.no, Pedemonte, Roana, Rotzo, Salcedo, Sarcedo, Thiene, Valdastico, Villaverla, Zan, ZuglianoAGENZIA DELLE ENTRATE UFF. DI VALDAGNO Piazza Dante, 10 - 36078 VALDAGNO (VI) - Tel. 0445.401122 Orari: dal luned al venerd dalle ore 9.00 alle ore 13.00 Marted e gioved anche dalle 16.00 alle 17.00Brogliano, Castelgomberto, Cornedo Vicentino, Recoaro, Terme, Trissino, Valdagno AGENZIA DELLE ENTRATE UFFICIO DI VICENZA 1 Corso Palladio, 149 - 36100 VICENZA Tel. 0444.338088 E.mail:  HYPERLINK mailto:uue1vicenza@finanze.it uue1vicenza@finanze.it Orari: dal luned al sabato dalle ore 8.30 alle ore 12.30 Marted e gioved anche dalle 15.30 alle 17.00Bolzano Vic.no, Bressanvido, Caldogno, Camisano Vic.no, Costabissara, Creazzo, Dueville, Gambellara, Gambugliano, Grumolo delle Abbadesse, Isola Vic.na, Montecchio Prec.no, Monteviale, Monticello Conte Otto, Pozzoleone, Quinto Vic.no, Sandrigo, Sovizzo, Torri di QuartesoloAGENZIA DELLE ENTRATE UFFICIO DI VICENZA 2 Via Quintino Sella, 87 36100 VICENZA tel. 0444.962372 E.mail:  HYPERLINK mailto:uue2vienza@finanze.it uue2vicenza@finanze.it Orari: dal luned al sabato dalle ore 8.30 alle ore 12.30 Marted e gioved anche dalle 15.30 alle 17.00Circoscrizioni 2-4-6-7 di Vicenza; Comuni di: Agugliano, Albettone, Alonte, Altavilla Vic.na, Arcugnano, Asigliano Veneto, Barbarano Vic.no, Brendola, Campiglia dei Berici, Castegnero, Grancona, Grisignano di Zocco, Longare, Lonigo, Montebello Vic.no, Montegalda, Montegaldella, Mozzano, Nanto, Noventa Vic.na, Orgiano, Pojana Maggiore, S. Germano dei Berici, Sarego, Sossano, Villaga, Zovencedo Sempre in tema di tutela di diritti, segnaliamo lultimo Quaderno, il n. 15, dellAIPD Roma: aspetti assistenziali e di tutela, a cura di Anna Contardi e Patrizia Danesi. Esso nasce per dare una risposta soprattutto alle famiglie con un congiunto affetto da Sindrome di Down, ma come peraltro per la gi citata Carta Diritti Scuola la pubblicazione contiene informazioni che ben rispondono ad analoghi quesiti posti da familiari di disabili anche di altro tipo. E a disposizione in Sede. SERVIZI SOCIALI I PIANI DI ZONA Il documento base di riferimento, quando si parla di Servizi Sociali, quello dei PIANI DI ZONA. Tra lanno 2000 ed il corrente 2001 in tutta la provincia si lavorato per rinnovarli. Per capirne meglio il significato e le conseguenze pratiche che ricadono sui cittadini (e dunque sui nostri minori disabili), abbiamo rivolto le seguenti domande ad un funzionario del settore. Cos il Piano di Zona? lo strumento programmatico privilegiato dei Comuni per realizzare l'integrazione tra il "sociale" e il "sanitario", tra il "pubblico" e il "privato-sociale". In sostanza fare il piano di zona significa impegnare la comunit locale nel leggere i propri bisogni (di salute, di benessere) e nell'individuare le possibili risposte (servizi esistenti delle istituzioni, servizi da potenziare, servizi innovativi da attivare). Chi propone il Piano di Zona? Il piano di zona (in base alle leggi 56/94 della Regione Veneto) viene elaborato ed approvato dalla Conferenza dei Sindaci dei comuni appartenenti ad una Ulss o dal Sindaco del comune nel caso in cui lUlss sia interamente contenuta nel comune. Chi coinvolge? Coinvolge in generale tutti i soggetti pubblici e privati che operano a vario titolo nel campo dei servizi alla persona, ed in particolare i Comuni e le Unit locali sociosanitarie. Quali sono le aree di intervento? Nel territorio dei Comuni dellUlss 4, le aree in cui si articola il piano di zona sono: materno-infantile e et evolutiva, anziani, tossicodipendenze e alcolismo, salute mentale, handicap, emigrazione, nuove povert e integrazione lavorativa. Quali sono le finalit del Piano di Zona? La recente legge 328/2000, art. 19, comma 2 indica come finalit del piano di zona le seguenti: favorire la formazione di sistemi locali di intervento fondati su servizi e prestazioni complementari e flessibili, stimolando in particolare le risorse locali di solidariet e di auto-aiuto, nonch a responsabilizzare i cittadini nella programmazione e nella verifica dei servizi; qualificare la spesa, attivando risorse, anche finanziarie, derivate dalle forme di concertazione di cui al comma 1, lettera g); definire criteri di ripartizione della spesa a carico di ciascun comune, delle aziende unit sanitarie locali e degli altri soggetti firmatari dellaccordo, prevedendo anche risorse vincolate per il raggiungimento di particolari obiettivi; prevedere iniziative di formazione e di aggiornamento degli operatori finalizzate a realizzare progetti di sviluppo dei servizi. INTEGRAZIONE stata interpellata al riguardo, sia dallUlss n. 3 di Bassano, sia dallUlss n. 4 Alto Vicentino. Riportiamo il documento presentato nello scorso gennaio allULSS n. 4, che delinea bisogni comunque comuni in tutta la provincia. BISOGNO RILEVATO (non solo Alto Vicentino)RISORSE MESSE A DISPOSIZIONE DA INTEGRAZIONEPrime informazioni; Collegamento pediatria servizi riabilitativi; Presa in carico efficaceArticolo formativo informativo sul Petalo Azzurro sullargomento in generale. Sostegno ai genitori Sostegno ai fratelli Sostegno economico alla famigliaSostegno morale fra genitori soci, ed auspicabile avvio di iniziative di aiuto da parte degli altri soci, con attenzione concreta anche per i fratelli. Ipotizzabile iniziativa di supporto psicologico ai genitori da parte di professionisti che guidano lauto aiuto.Riabilitazione et evolutiva: informazioni utiliRaccolta e futura diffusione di elenco Centri specializzati per singolo handicap. Articolo sul Petalo inerente le modalit di collaborazione famiglia riabilitazioneRiabilitazione et evolutiva: molti genitori si lamentano del servizio riabilitativo per la scarsit di operatori, per una qualit vissuta a volte come non soddisfacente, e per la mancanza di alcune terapie come la riabilitazione in acqua, la psicomotricit.Ipotizzata una ricerca tramite il Petalo Azzurro inerente tipologie e costi degli interventi riabilitativi attuati per il bambino disabile, nel pubblico, nel convenzionato, nel privato. Ipotizzabile iniziativa di ricerca-azione fra professionisti locali, che nellAssociazione potrebbero incontrarsi e confrontarsi. Confronto fra genitori in Sede sulle modalit pi efficaci di collaborazione con i professionisti della riabilitazioneAsilo Nido prevenzione socio educativa: bisogno di pari opportunit per i bambini disabili di tutti i Comuni. Spazio sul Petalo Azzurro di ogni input utile e di auspicabili testimonianze Scuola: qualit vita scolastica dei bambini disabili e dei loro compagniPetalo Azzurro: articoli informativi e testimonianze utili a suscitare motivazioni per una sempre migliore qualit dellI.S. in quanti lavorano nellambiente scolastico e nei loro Dirigenti. Ipotizzabile iniziativa di ricerca-azione fra operatori scolastici di assistenza ed insegnanti, che nellAssociazione potrebbero incontrarsi e confrontarsi Incontri in Sede tenuti da referenti della Scuola, dellUlss, dei Comuni, della Provincia su aspetti specifici dellintegrazione.Scuola: qualit della collaborazione da parte delle famiglieConfronto fra genitori. Articoli su Il Petalo Azzurro. Ipotizzabile adesione al progetto europeo La pedagogia dei genitori coordinata da Mario Tortello Auspicabile coinvolgimento studenti tirocinanti per aiuto compiti scolastici a casaExtra scuola: lintegrazione sportiva, religiosa e del tempo liberoPubblicazione di testimonianze raccolte nel mondo parrocchiale, sportivo, del tempo libero.Orientamento post scuola obbligoNessuna indicazione, in quanto finora non ci sono soci con figli/alunni di tale et N.B.: Accanto a queste indicazioni, INTEGRAZIONE intende proporsi costantemente come pista di lancio o di rilancio di input ed iniziative delle Associazioni vicentine e/o di altri soggetti coinvolti nellintegrazione dei bambini disabili, attraverso il periodico IL PETALO AZZURRO. Dalla discussione sui bisogni sopra elencati sono emerse anche alcune considerazioni e richieste che per interpellano le Istituzioni. Ne stata stilata una tabella, che disponibile in Sede. In attesa di ultimazione dei lavori presso tutte e 4 le ULSS vicentine, presentiamo il breve questionario che INTEGRAZIONE propone ai rispettivi Responsabili per poter informare dalle pagine del prossimo numero de Il Petalo Azzurro di quanto possibile concretizzare nelle 4 zone, in risposta ai bisogni specifici dei disabili in et minorile e delle loro famiglie. QUESTIONARIO AI RESPONSABILI DEI PIANI DI ZONA ULSS 3 BASSANO ULSS 4 ALTO VIC.NO ULSS 5 ARZIGNANO ULSS 6 VICENZA DATI ANAGRAFICI Quanti comuni fanno capo a codesta ULSS? Quante famiglie con minori, complessivamente fra disabili e non? Quante famiglie con un congiunto disabile? Quante quelle con congiunto disabile in et minorile? Quali associazioni hanno collaborato alla stesura dei Piani di Zona? Quale periodo di tempo considerato dagli attuali Piani di Zona? SERVIZI PREVISTI PER I MINORI DISABILI Di quali servizi riabilitativi si avvale lULSS? Quali progetti o servizi pi di natura sociale sono previsti? (per la famiglia allinsorgenza della disabilit e dopo, per la scuola; per lextra scuola ed il tempo libero; .) Quale rapporto fra questi ultimi e i progetti eventualmente previsti per tutti i minori? FONDI Con quali fondi vengono finanziate le attivit di cui sopra? (statali, regionali, comunali, ) In quale percentuale sono presenti finanziamenti a fronte della Legge 285/97? Il 18 novembre 2000 lULSS n. 5 ha organizzato a Valdagno un Convegno sul tema INFORMAZIONI E RELAZIONI La rete dei servizi e la famiglia come soggetto attivo. Loccasione servita per presentare la Guida ai servizi per persone disabili. Qui di seguito vengono esposte le motivazioni che hanno portato alla realizzazione di questo utile strumento. Guida ai Servizi per persone disabili promozione dellinformazione a favore dellintegrazione Le ragioni che hanno portato gli operatori dei servizi socio-sanitari dellArea handicap dellUlss n.5 alla realizzazione di una guida ai servizi rivolti alle persone disabili, sono state principalmente queste: Innanzitutto abbiamo constatato che gli operatori si imbattono spesso nel disorientamento del genitore, provato dalla situazione del figlio in termini emotivi, cui si aggiunge la difficolt di reperire informazioni in tempi opportuni e in luoghi agevoli. C da dire che la documentazione gi esistente a volte utilizza un linguaggio per addetti ai lavori o si riferisce a realt nazionali o regionali, non calate alle esigenze di informazioni pi locali. Daltro canto gli operatori si rendono conto che le decisioni che il genitore con figlio disabile deve prendere sono tante e tante di pi di quelle che si prospettano per un genitore e ci comporta una maggiore necessit di possedere conoscenze. Sovente accade che, allinizio, la realt del figlio disabile possa rappresentare un percorso senza futuro, troppo pesante da affrontare, soprattutto da soli. Anche se i percorsi psicologici interiori pi profondi richiederanno guide e tempi ben pi lunghi, noi riteniamo che allinizio anche informazioni pratiche possono alleviare sentimenti di totale impotenza e insicurezza. La guida pertanto si propone di: 1. Fornire un punto di vista positivo. Non nel senso di superficialmente consolatorio, bens partendo dal presupposto che QUALCOSA SI PUO FARE, E POSSIBILE PARLARNE. 2. Evitare pregiudizi culturali sullhandicap. La guida propone lesame di alcuni termini comunemente usati nel campo della disabilit, a volte in modo confusivo o erroneo e cerca di dare delle definizioni meno categorizzanti e pi riconducibili alla realt. 3. Promuovere una informazione che sia anche formativa, ritenendo che un genitore informato possa essere pi consapevole dei suoi diritti e pertanto maggiormente in grado di chiedere e ricevere aiuto e di differenziare i problemi. Un genitore che possiede tali abilit costituisce una RISORSA per se stesso e per la sua famiglia ma anche per la realt partecipativa sociale. Gli argomenti trattati nella guida sono stati: Il linguaggio degli esperti. A volte il linguaggio tecnico dagli operatori o nei documenti pu risultare poco immediato per il genitore: che cosa si intende quando si parla di disabile, handicappato, invalido? Sono termini sovrapponibili oppure no? Che conseguenze e differenze comporta definire una persona disabile o invalida o handicappata? Diremo subito che non corretto usare allo stesso modo questi termini in quanto essi hanno significati del tutto diversi e comunque descrivono solo una specifica condizione della persona e non per questo la definiscono in generale. Nella guida si cercato di dare alcune definizioni partendo da quella dellOrganizzazione Mondiale per la Sanit, operando una distinzione tra tre concetti: menomazione, disabilit, handicap. Cosa si pu fare. Termini come diagnosi-funzionale, riabilitazione, integrazione, qualifiche come: logopedista, fisiatra, possono essere comuni per addetti ai lavori, ma non cos come per un genitore che vi si imbatte per la prima volta contemporaneamente. La guida ha lo scopo anche di spiegare il significato e lo scopo degli interventi. Le modalit di intervento. - Gli ambiti di intervento. - Gli operatori degli interventi. La guide riporta alla fine un indirizzario utile con lelenco di tutti i servizi esistenti nel territorio U.L.S.S. 5 Ovestvicentino (sanitari, socio-sanitari, sociali, comunali, scolastici, privato sociale, associazioni). Il gruppo di lavoro dedicato alla predisposizione della guida ha visto impegnati professionisti di diversi servizi: U. O. et evolutiva, U.O. handicap adulto, Dipartimento di Pediatria: Anna Chiara Beninc, Monica Bedin, Oriano Bacchin, Sabina Bollori, Giovanna Mescoli, Antonella Piccoli, Carla Pretto. U.L.S.S. 5 OVESTVICENTINO Direzione dei Servizi Sociali - Area Handicap /Et Evolutiva Referente: Dott.ssa F. Concato In Sede sono disponibili alcune copie della Guida, per chi volesse visionarla. Sostegno e valorizzazione di famiglie con giovani con disabilit dello sviluppo Progetto presentato dallAssociazione A.B.C. TRIVENETO (piano di zona dei servizi sociali, ULSS n.3 di Bassano del Grappa) Il progetto, ideato e organizzato dallAssociazione Bambini Cerebrolesi ABC - Triveneto, si rivolge alle famiglie di giovani disabili che hanno assunto un ruolo attivo e propositivo nello sviluppo del figlio, e a tutte le persone interessate a fornire un sostegno concreto alle famiglie e a cogliere loccasione per una maturazione umana e sociale. Il progetto si propone di valorizzare il ruolo delle famiglie di giovani disabili e dei volontari, e si ispira ai seguenti principi: ogni persona diversamente-dotata una ricchezza, e pu essere unimportante fonte di stimoli per un arricchimento umano e morale, una risorsa per lo sviluppo sociale; gli infelici bambini diversamente-dotati possono essere promotori di una cultura in cui ogni persona ha pari dignit e in cui il ruolo di ognuno integrato con quello degli altri; per ottimizzare lo sviluppo del giovane diversamente-dotato necessario valorizzare e avere fiducia nelle sue potenzialit e in quelle della famiglia; per ottimizzare lo sviluppo del giovane diversamente-dotato necessario che la famiglia assuma un ruolo attivo e propositivo nel processo evolutivo (intellettivo, umano e sociale) del figlio; la partecipazione attiva al processo evolutivo del figlio permette alla famiglia di reagire in modo ottimistico alle sfide della vita e di diventare agente di crescita allinterno del proprio contesto socio-culturale. Il progetto prevede alcuni incontri di formazione dei volontari al fine di favorire la comprensione dei problemi che una famiglia con un figlio diversamente-dotato deve affrontare e di promuovere le competenze necessarie per fornire un supporto valido e consapevole alla famiglia. Sono inoltri previsti incontri rivolti alle famiglie con il fine di promuovere occasioni di auto-aiuto e di favorire la valorizzazione del ruolo attivo e propositivo delle famiglie. Per liscrizione possibile rivolgersi allAssociazione Questacitt tel. 0424-521483 (lun.-ven. dalle 8.30 alle 12.30), fax. 0424-237038. Ulteriori informazioni possono essere ottenute rivolgendosi alla presidenza dellA.B.C. Triveneto, tel/fax 0424-228519. Grazie e saluti Dario Petri ESPERIENZE LAURA CI INCORAGGIA A CREDERE E AD OSARE .. Dal Nido Comunale Il Girotondo di Marano Vicentino Laura una bambina ormai di 3 anni compiuti, che dallo scorso settembre stata inserita nel nostro Nido. E una bambina con Sindrome di Down, inserita in un primo momento solo al mattino in un gruppo ridotto di una unit e con il supporto di unoperatrice di assistenza. Allinizio era un po titubante e poco disposta a lasciare la mamma (un po come tutti i bambini), ma poi piano piano Laura ha saputo relazionarsi con fiducia prima con noi e poi anche con gli altri adulti e con i bambini. Cos stata possibile ben presto la sua partecipazione alle varie proposte di attivit di gruppo, ricavandone ulteriore stimolo di rinfrancamento nel rapporto con gli altri bambini. Lapproccio alle attivit, come la pasta di sale o il colore, stato inizialmente prudente e poi via via pi confidenziale ed anzi gioioso. Fra tutte, Laura predilige la palestra, dove pu liberare le sue energie sperimentando con gioia sempre nuove possibilit di movimento. Anche nel pasto i progressi sono stati sorprendenti: dal rifiuto del cibo (cosa abbastanza comune in tanti bambini durante il periodo dellinserimento) allimboccamento sul seggiolone da parte delloperatrice, fino al giorno in cui ha dettato lei le condizioni: essere seduta accanto ai bambini del tavolo (nonostante non fosse lunica su seggiolone), ed essere aiutata dalleducatrice. Solo dopo averne provata la dedizione, la stessa che vedeva elargire agli altri bambini, accett di tornare a farsi imboccare dalloperatrice di assistenza. Eravamo a met novembre. Parallelamente ha cominciato ad accettare cibi da masticare al posto delle classiche minestrine, apprendimento che successivamente ha trasferito anche a casa. Ora si aiuta con proprio cucchiaio, e contiamo che per il prossimo settembre quando entrer alla scuola materna maturi anche questa autonomia. Qualche settimana pi tardi, Laura cominci a far capire che le dispiaceva lasciare la vita gruppale a mezzogiorno. Un giorno fece proprio capricci per tornare a casa andando a piantarsi in uno dei lettini, cos si tent di tenerla a dormire. La prova riusc, non senza stupire tutti noi del Nido e la sua mamma. In particolare non ci aspettavamo che la risposta fosse cos positiva, non essendo presente loperatrice nel pomeriggio. Ora Laura frequenta regolarmente il Servizio per tutta la giornata. E una bambina perfettamente integrata, a dimostrazione di quanto viene teorizzato a questo riguardo: il gruppo stato senzaltro motivo trainante per spingerla a sperimentare tante situazioni nuove ricavandone importanti apprendimenti. Il gruppo da parte sua, grazie anche al fronte unico da noi creato fin dallinizio nel proporci a tutti e con ciascuno di loro, arrivato a comprendere Laura come una di loro, con scambi assolutamente alla pari. Qualcuno anzi, a volte in difficolt per qualche motivo, ha beneficiato della sua presenza cos adeguata alle richieste dellambiente. Il buon esito di questa esperienza ormai al termine dellanno educativo sicuramente dipeso innanzitutto dalla famiglia di Laura: oltre ad una relazione calda ed equilibrata con la figlia, la mamma ha instaurato fin dallinizio un ottimo rapporto collaborativo con noi. Se poi aggiungiamo che Laura ha manifestato sempre un suo carattere pur forte ma estroverso e socievole, si pu capire come lesperienza non potesse che rivelarsi positiva. Alda Ferracin Operatrice di Assistenza ULSS n. 4 Oriella Ferretto Educatrice Nido Comunale Ringrazio le signore Alda ed Oriella di questo invito a scrivere qualcosa. Posso solo confermare quando detto. Questi risultati si ottengono solo con la bravura delle insegnanti. Desidero ringraziarle, ed anche lAmministrazione Comunale per la riduzione del 50% sulla retta, a motivo della disabilit di Laura. E stata per noi genitori una grossa spinta nel decidere di farle fare o meno questa esperienza, in quanto gi gravati di altri due figli. La mamma: Alessandra Dal Pr I nidi comunali, per la pregnanza educativa che li hanno caratterizzati fin dalla loro istituzione (L. 1044 del 1971), hanno soppiantato lex ONMI di impronta assolutamente assistenzialistica, e sono generalmente BUONI NIDI, cio luoghi di attenzione centrata sul bambino e sui suoi bisogni considerati globalmente, soprattutto dal punto di vista educativo. Le educatrici che li animano, infatti, continuano a godere di uno stabile e qualificato aggiornamento psico pedagogico. Riteniamo che il buon Nido sia senzaltro una grossa opportunit per tutti i minori sotto i 3 anni, ma che diventi particolarmente importante per i bambini disabili, in quanto questi ultimi hanno maggiore bisogno di sollecitazioni adatte ed i loro genitori pure a volte possono aver bisogno di essere aiutati a vedere le potenzialit del loro bambino e a reinserirsi socialmente al pi presto fra gli altri genitori; la presenza dei coetanei inoltre un insostituibile fattore di motivazione ad apprendere. Il Petalo Azzurro si congratula della sensibilit sociale dimostrata dallAmministrazione Comunale alla famiglia in modo cos concreto, e si augura di ricevere altri contributi sullintegrazione dei minori disabili nei Nidi vicentini. Note di Redazione PESCE ROSSO - Il mondo visto dallinterno dellhandicap. Lettera di un pap. Larrivo del mio bambino tetraplegico stato come una catapulta che mi ha proiettato in una vita DIVERSA, un mondo che nei miei primi 40 anni NON AVEVO VISUALIZZATO, il popolo del pianeta HANDICAP. Sapevo che cera, ma lo vedevo come potrebbe farlo un pesce rosso dentro una boccia, come da fuori di questa si vede un pesce rosso: deformato, sproporzionato per eccesso o per difetto, buffo. Uso proprio questo paragone perch spero che per un attimo vi faccia ridere lidea di una persona che fluttua e boccheggia e si incuriosisce a guardare FUORI da un acquario, pensate che buffi visi da fuori si vedono, e che strana comunicazione deve sembrare il nostro parlare di cose strane, che alle volte non produce suono, o che forse non pu propagarsi fuori dallacqua. Come fare allora a comunicare con lesterno oppure con linterno dellHandicap? Perch una cosa certa, nonostante mi ritenga una persona sensibile e attenta ai temi sociali, fino a quando nacque mio figlio ero sordo al linguaggio che, forse muto e inadeguato, o forse timido e impreparato a coinvolgere e a farsi coinvolgere con gli altri, proveniva da questo antico e moderno Water World che ci rende, ci fa sentire e fa sentire diversi gli uni dagli altri. S perch penso che anche noi che siamo Madri e Padri di Figli di un DIO minore dobbiamo nostro malgrado affratellarci a quanti (come noi un tempo) non riescono a immaginare quanto sia meravigliosamente e miseramente difficile la nostra giornata, con quanta gioia la sera facciamo il bilancio di una giornata in cui abbiamo scacciato la tristezza, per crescere sereni questi nostri bimbi sfortunati facendoli vivere, nonostante tutto, in una VERA Famiglia. Siamo orgogliosi di questo, ma vorremmo offrire il nostro sacrificio anche agli altri, rendere comprensibile anche a chi non ci appartiene, quanto di grande e di trascendente vi nel celebrare ogni giorno la vita, nel rispetto di chi ha bisogno di altri spesso come dellacqua e dellaria per respirare. Per questo penso sia importante riuscire a coinvolgere altre persone in questa esperienza, facendo conoscere il modo in cui viviamo i problemi dei nostri figli affinch sia completa la comprensione nella societ, la consapevolezza di cosa devono soffrire per crescere spesso senza un futuro decente, nel senso che per i pi ha questo termine. Spero pertanto di riuscire a trovare le parole, i gesti e i modi affinch una sana emozione unisca sempre pi le nostre vite e quelle dei nostri figli, a quelle di tutti attraverso quel Filo di Arianna che potrebbe chiamarsi empatia, percorrendo la strada della condivisione, della solidariet, dellappartenenza. Mi piace pensare di poter migliorare questo linguaggio depurandolo dagli aspetti controproducenti, che possono allontanare, per paura, quanti vorrebbero condividere lesperienza magari aiutando. Aiutando, ma come? Che genere di aiuto oggi 2001 manca? Appena nato mio figlio ho cercato ogni occasione per parlare con persone che hanno vissuto e stanno vivendo simili esperienze. Due le realt che ho colto: per prima la sensazione che molti hanno di non essere capiti (vedi famigliari, amici, ecc.) se non da genitori che condividono esperienze di Handicap. Tanto utili sono i gruppi di Auto-Mutuo-Aiuto: lo stress, langoscia, meglio esternarli. Patetico per contendersi i minuti di conversazione fra bisognosi: che fretta di avere la parola per s il pi possibile. La parola come cibo buttato fra tante mani tese a contenderlo. Perch si arriva a questi stati danimo? Potrebbe rispondere a questa domanda la seconda realt: linsufficienza di aiuti e strumenti atti a ridurre il deterioramento della qualit di vita famigliare specialmente nei casi pi gravi e non solo. Cosa fare? Auspico una presa di coscienza di tutti i genitori, pregandoli di uscire dallisolamento, per diventare soggetti e interpreti del loro bisogno di aiuto. Non possiamo delegare ad altri la scelta di cosa, come e quanto ci serve per normalizzare la nostra vita. Sarebbe come fare sfamare una persona nella misura decisa da chi gi sazio e non ha mai conosciuto la fame. Parlo di comunicazione difficile fra le parti interessate alle problematiche dellHandicap per questa possibile purch sia fortemente voluta; colgo loccasione di questo spazio su Il Petalo Azzurro quale mezzo per sollecitare un dialogo permanente, attraverso fax, e-mail, lettere, colloqui durante le riunioni, per cercare insieme di identificare i disagi ed i possibili rimedi per elevare la qualit della vita dei portatori di Handicap e dei loro famigliari. Credo serva la formazione di un gruppo di lavoro aperto e trasversale a tutte le Associazioni con lo scopo di raccogliere, integrare, coordinare costantemente le domande, le proposte, le aspirazioni, le necessit, evitando cos che queste si trasformino in frustrazione e demoralizzazione. In tal senso ben venga laiuto di comunicatori, psicologi, assistenti sociali, sperando per che siano pi critici e propositivi nei confronti delle risposte con cui i politici rassicurano la stragrande maggioranza dei cittadini, i quali sono contenti di saperci felici ed assistiti e integrati nella societ, e che non ritengono pi possibile che la nostra vita sia pi difficile di ogni altro loro problema quotidiano. Luigi UNESPERIENZA MERAVIGLIOSA Lettera di una mamma adottiva( GRAZIE DI ESISTERE Ho tre figli ormai grandi. Sono andata in pensione abbastanza giovane con lidea di dedicare parte del mio tempo ai bambini meno fortunati, ma il destino ha fatto di pi e ha messo Marco sulla mia strada. Ho letto un appello sul giornale: Bimbo down cardiopatico abbandonato dai genitori cerca famiglia ed nata lidea di rispondere. Dopo due mesi Marco arrivato nella nostra famiglia accolto con trepidazione e tanto amore. Ha portato nella nostra casa il sole e la gioia di vivere pur con tutti i suoi problemi, vari interventi al cuore e numerose degenze in ospedale. Riesce sempre a darci la forza di andare avanti con gioia, ci ha fatto tutti innamorare e ci d grandi lezioni di vita. Nonostante i grossi sacrifici da affrontare ogni giorno, le numerose difficolt che si incontrano a crescere un figlio "diversamente abile" stata ed la cosa pi grande e pi bella della mia vita. Ora Marco ha sette anni ed con noi dallet di undici mesi. La mamma di Marco Quegli occhioni neri, furbi ed intelligenti, quellabbronzatura che sa di aria fresca e di sole, quei capelli mori sempre spettinati dopo una dormita al volo, quel tuo chiamarmi Checa e cara quando stanca non ho voglia di giocare; tutto in te fa splendere la vita la speranza nei tuoi occhi di un verde luccicante. Non avrei imparato a giocare Non saprei amare Non riuscirei a vivere senza di te. Marco, grazie di esistere! Roberta, sorella di Marco PAROLE CHE FERISCONO, PAROLE CHE GUARISCONO Risultati di un questionario sulla comunicazione diagnosi rielaborati con la supervisione della d.ssa Maria Pia Molon A cura del Gruppo Genitori e Amici Persone Down Alto Vicentino tel. 524110 E il titolo di un opuscolo che raccoglie lesperienza di 10 famiglie che hanno compilato un questionario sulla comunicazione diagnosi, appositamente creato per far emergere anche i sentimenti ed i pensieri pi riposti riguardo la propria esperienza, e per trarne motivo di proposte finalizzate al miglioramento del servizio: Perch unesperienza cos pregnante non venga buttata via, non vada perduta.. Copertina realizzata con il concorso di lavoro di alcuni allievi del Liceo Artistico A. Martini di Schio. Lo si pu chiedere anche in Sede. IL MIRAGGIO DELLA CONTINUITA SCOLASTICA Lettera di due mamme Siamo dei genitori di bambini disabili che frequentano la suola materna. Per lennesima volta nel nostro gi complicato cammino ci siamo trovati avvolti nelle liane della giungla della burocrazie: i nostri figli in scuola materna si sono visti, da un giorno allaltro, cambiare lInsegnante di Sostegno. Per un bambino di quella tenera et, anche se non ha nessuna disabilit, trovarsi di fronte ad un cambiamento cos repentino gi difficile; per i nostri figli, nella migliore delle ipotesi si verifica un complicato riadattamento che genera ancora ulteriori ritardi nella sua formazione, nella peggiore si avvera un regresso delle acquisizioni finora raggiunte. Decisi a conoscere i motivi per i quali sia stata nominata linsegnante al 14 di dicembre 2000, quindi quasi a met anno scolastico invece che a settembre come dovrebbe essere, abbiamo telefonato al Provveditorato agli Studi di Vicenza. Costoro ci hanno risposto che: loro fanno le nomine a seguito di ordini del Ministero (della Pubblica Istruzione, pensiamo noi visto che non hanno specificato) e che qui finisce il loro compito. In fondo lInsegnante di Sostegno ce lavete, vero?, questo quanto ci stato risposto; a voi le debite conclusioni. In gennaio 2001 ci siamo trovati ad affrontare un ulteriore problema: la maestra di sostegno nominata ha rinunciato alla carica. Ci siamo ritrovati con la precedente supplente. In seguito stata finalmente nominata verso la fine di gennaio linsegnante di sostegno con la speranza che non ci siano ulteriori cambiamenti. Secondo alcune persone i nostri figli sono dei soprammobili, inanimati, senza sentimenti e senza capacit di affezionarsi ad una persona. Che importa se poi si vedono passare davanti tante persone che senza colpa devono ogni volta iniziare un nuovo rapporto, imparare a conoscere i bambini per poi trovare il modo di relazionarsi con loro con profitto. La Legge 5 febbraio 1992, n. 104 con le ultime modifiche introdotte dalla Legge ( marzo 2000, n. 53) dice che la Repubblica garantisce il rispetto della dignit umana e i diritti di libert e di autonomia della persona handicapppata e ne promuove la piena integrazione nella famiglia, nella scuola, nel lavoro e nella societ. Ora noi ci domandiamo come si possa promuovere la piena integrazione nella scuola se si generano, con inappellabili sostituzioni di personale specializzato nel sostegno, situazioni di disagio per il bambino interessato. Sappiamo che questa non una situazione nuova, ma una cosa che si ripete puntualmente ogni anno. La nostra una delle tantissime proteste del genere ma non ce la sentivamo di fare scena muta n di rassegnarci. Ringraziamo il Petalo Azzurro per la gentile concessione al nostro sfogo e salutiamo con simpatia tutti i lettori. Letizia Finato e Mariarosa Diamanti Prendiamo volentieri lo spunto da questa lettera per invitare i lettori de Il Petalo Azzurro ad aderire a: INIZIATIVA DI RICHIESTA IN MINISTERO PUBBLICA ISTRUZIONE Testo del fax in ultima pagina - Note per ladesione In ultima pagina presentiamo una lettera che invitiamo ad inviare via fax al Signor Ministro della Pubblica Istruzione e al Sottosegretario per lIntegrazione Scolastica. Lobiettivo di provocare una pressione perch cambino disservizi ormai annosi, grazie appunto a fax identici inviati a martello da tante persone e, speriamo, da ogni parte dItalia. Il progetto pensato prevede infatti che da parte di INTEGRAZIONE venga divulgata liniziativa presso tutte le Associazioni italiane che si occupano di disabilit, nonch ai giornali di pi larga diffusione. Chiediamo a tutte le persone sensibili a questo tema di diffondere liniziativa. Come fare: 1. Fare 2 fotocopie dellultima pagina de Il Petalo Azzurro, firmarle e completarle. 2. Inviarne 1 via fax ad entrambi i numeri esposti. Inviarla poi al Provveditore agli Studi di Vicenza (via Borgo Scroffa, 4 36100 Vicenza). Laltra copia sar da consegnare per conoscenza al Capo di Istituto della scuola frequentata dal figlio, o dove un insegnante lavora. GSM GRUPPO DI SOLIDARIETA MONTECCHIO MAGGIORE Lesperienza di un Gruppo in favore di varie persone in stato di bisogno Questa la storia di quattro persone chiamate Ognuno, Qualcuno, Nessuno e Ciascuno. Cera un lavoro importante da fare e Ognuno era sicuro che Qualcuno lavrebbe fatto. Ciascuno avrebbe potuto farlo ma Nessuno lo fece. Fin che Ognuno incolp Qualcuno perch Nessuno fece ci che Ciascuno avrebbe potuto fare. Questo antico proverbio cinese stato una delle fonti di ispirazione di Alessandro Savegnago (tuttora il presidente del suddetto gruppo) quando il 15 luglio 1991 ha fondato il Gruppo di Solidariet Montecchio Maggiore. Il Gsm unassociazione che presta servizi gratuiti di volontariato a persone bisognose. Laico, apolitico, apartitico, non ha scopi di lucro e mira a trovare soluzioni ai problemi degli ammalati e degli anziani, nonch a migliorare i rapporti umani allinterno delle strutture. Le prime attivit del gruppo consistevano semplicemente nellandare a tenere compagnia a coloro che erano ricoverati in ospedale. Nellarco di soli dieci anni il Gsm ha ottenuto dei risultati inaspettati; oggi composto da 170 partecipanti, di cui 110 attivi, mentre i rimanenti contribuiscono esclusivamente dal punto di vista economico. Ha la sua sede in una stanza concessa dal Comune di Montecchio M.re a uso del Gsm ma anche di altre associazioni situata in via Duomo, 1. Dato che non si vive soltanto di aria e di parole, il gruppo conta sul sostegno economico di svariate societ, quali gli Amici Club Walter Sbicego, Amici Gruppo Fiamm, Cklub Euforia Biancorossa, U.S. Montecchio M.re, il Comune di Montecchio M.re e il Direttivo del Trofeo delle Regioni. Lassociazione suddivisa in 7 sottogruppi, ognuno con un proprio responsabile ed attivit ben precise: si va dal trasporto dei malati in ospedale, al prestare loro le cure necessarie, alla tinteggiatura delle case degli anziani, alle pulizie e riparazioni di queste ultime. Chi dedica il proprio tempo libero a questi servizi deve essere per psicologicamente equilibrato, in quanto spesso occorre seguire dei casi davvero critici, come quelli di malati terminali o di persone affette da Aids. Il Gsm non vuole sostituirsi agli enti pubblici ma affiancarvisi per fornire un servizio pi efficiente alla comunit. Il Gsm inoltre collabora con il Banco alimentare. Fanno parte del gruppo persone di ogni et e di ogni estrazione sociale. Umilt in silenzio il motto di questo movimento; volontariato non inteso come appagamento personale bens come sfruttamento delle proprie doti e capacit a favore del prossimo. l.f. NOTE DI VITA ASSOCIATIVA NOTIZIE FLASH LULSS n. 4 Alto Vicentino ha destinato oltre 5.000.000.= allAssociazione Integrazione per sostenere IL PETALO AZZURRO negli anni 2000/2001, traendoli dal Fondo a fronte della Legge 162/98. Contributi sono giunti anche da un privato cittadino di Villaverla e dal Gruppo G.S.M. di Montecchio Maggiore Al termine della cena sociale svoltasi il 28 marzo 2001 stata sorteggiata la bicicletta, che stata assegnata a Rosa Zaltron Pegoraro di Marano Vicentino, presente il dr. Zuccon, direttore commerciale della Family Bike. La vincitrice ha poi donato la bicicletta a Rossi Antonella di Villaverla. La serata stata ricca di riscontri, a partire dal saluto che individualmente il Sindaco Elisabetta De Tonu ha voluto rivolgere ai presenti. Il Direttore Generale dellUlss n. 4 dr. Caffi ed il dr. Bressan, direttore dei Servizi Sociali, - pure presenti - hanno manifestato la loro soddisfazione per lattivit dellAssociazione. INTEGRAZIONE collaborer con La Verlata di Villaverla, per lorganizzazione della festa in settembre. Sono in corso contatti con il prof. Tortello per lavvio del Progetto La Pedagogia dei Genitori nella nostra provincia. E ipotizzato un primo incontro pubblico e successivamente ristretti incontri di genitori, insegnanti, operatori socio sanitari. E previsto per lautunno un incontro pubblico con rappresentanti del Provveditorato e della Provincia, per un confronto sul tema della doppia figura in classe per i disabili sensoriali. E arrivata una lettera di elogio per lattivit dellAssociazione da parte del prof. Giuseppe Pontiggia, autore di Nati due volte, scritta di suo pugno. DallAssociazione Genitori de La Nostra Famiglia (tel. 0444.511636) abbiamo ricevuto un CD ROM contenenti tutti i numeri del loro giornalino, di ben 10 anni. Disponibili in Sede. Dal Servizio di Consulenza Pedagogica del dr. S. Lagati di Trento (tel.0461.828693) abbiamo ricevuto la BIBLIOGRAFIA ITALIANA sui DISTURBI dellUDITO della VISTA e del LINGUAGGIO anno 2001, oltre al periodico NOTIZIE, giornale dei genitori. Disponibile in Sede. Per conto del CEPS di Bologna i soci hanno venduto ben 816 biglietti di lotteria, il cui 40% rimasto ad INTEGRAZIONE. Finalit delliniziativa stato collaborare al rimborso spese sostenute lanno scorso per la raccolta firme, in favore di una proposta di legge di iniziativa popolare per i disabili intellettivi. Purtroppo nessuno dei numeri risultato vincente. Numeri vincenti, a partire dal 1 premio: 34308 08283 14584 18672 23254 40569 26657 21772 29491 13051 09390 06855 34280 12095 08531 23172 36160 24502 38731 14993 29133 32189 40231 07291 19767 09598 41708 09553 11083 33251 21337 09467 32056 35890 12049 31866 31671 39409 38634 06965 27725 06975 35010 34089 07206 26991 09318 36102 12319 49293. Grazie a tutti, anche da parte del CEPS. Una socia insegnante stata incaricata dellavvio della biblioteca, che raccoglier riviste e opuscoli di varia provenienza, oltre a gestire il servizio di noleggio delle videocassette del Corso di Alta Qualificazione sulla Sindrome di Down, assegnateci dal Provveditorato. Integrazione ha aderito al Progetto OLTRE, presso lULSS n. 4 Alto Vicentino CIVITAS 2001 Segnalazione di associazioni incontrate Civitas il primo Salone nazionale dellEconomia sociale e civile aperto in Europa. Trattasi di un originale salone espositivo in cui organizzazioni senza fine di lucro, associazioni, cooperative, cooperative sociali, fondazioni, enti morali ed organizzazioni di volontariato presentano e propongono i loro prodotti, i servizi, le esperienze, i progetti. Si svolto in Fiera a Padova dal 4 al 6 maggio scorsi. Anche INTEGRAZIONE stata presente grazie alla disponibilit di alcuni soci non genitori. E stata loccasione di conoscere ed incontrare tante realt di volontariato in ambiti diversi. In particolare: A.Fa.D.O.C. Onlus (Associazione Famiglie di soggetti con Deficit dellOrmone della Crescita), nata nel 1993 e socia fondatrice della Federazione Italiana Malattie Rare UNIAMO e membro della Federazione Europea EURORDIS. Si avvale di un proprio notiziario. Via Galizzi, 37 36100 VICENZA tel. E fax. 0444.301570 E.mail:  HYPERLINK mailto:cinzia@afadoc.it cinzia@afadoc.it Associazione per laiuto a soggetti con sindrome di PRADER-WILLI ed alle loro famiglie Sezione Veneto c.to Cattedra di Medicina Interna Servizio di Terapia Medica, dr. Roberto Vettor via Giustiniani, 1 35128 PADOVA Tel. 049.8212645-2648. Segreteria tel. 049.755252 E.mail  HYPERLINK mailto:pwsa.veneto@tin.it pwsa.veneto@tin.it  HYPERLINK http://www.disabili.com www.disabili.com Insieme Contro le Barriere E il primo progetto internet in Italia dedicato ai disabili, che in esso possono incontrarsi, dialogare e discutere. A fronte dellimpegno anche economico de IL PETALO AZZURRO, gradiremmo ricevere riscontro da parte di chi legge, per orientare pi proficuamente le energie associative. In particolare sarebbe utile sapere in che misura il giornalino ritenuto interessante, ed in cosa potrebbe migliorare per rispondere alle esigenze di chi legge. Chi vuole inviare scritti per Il Petalo Azzurro pu scrivere per posta normale in sede, oppure a mezzo e.mail a:  HYPERLINK mailto:carlavbaggio@libero.it carlavbaggio@libero.it Chi vuole iscriversi pu scrivere inviando via posta normale o elettronica, o telefonare: Associazione INTEGRAZIONE c.to Municipio Piazza del Popolo, 1 36030 VILLAVERLA E.mail:  HYPERLINK mailto:integrazionepetaloazzurro@yahoo.it integrazionepetaloazzurro@yahoo.it - Tel. 0445.671016 (abit. Presidente) Altri telefoni disponibili: 0445.855671 (Rita e Grazia) 0444.694944 (Mariarosa) 0424.858276 (Adriano) La quota di Lit. 50.000.= inviabile anche con c.c.p. n. 20675302 Per chiunque fosse interessato, lAssociazione si incontra il primo marted del mese. Date dei prossimi incontri: Anno 2001: 5 giugno 4 settembre 1 ottobre 6 novembre 4 dicembre Anno 2002: 8 gennaio 5 febbraio 5 marzo 9 aprile 7 maggio 4 giugno Se puoi, sostieni IL PETALO AZZURRO con un contributo libero. In ogni caso NON CESTINARLO, ma passalo ad altra persona, magari ad un genitore. 1 Per contattare Claudio ed avere informazioni: Progetto Calamaio, c/o Associazione CDH, via Legnano 2, 40132 Bologna. Tel.051/641.50.05 fax 051/641.50.55, e-mail:  HYPERLINK mailto:asshp1@iperbole.bologna.it; asshp1@iperbole.bologna.it; sito internet: www.comune.bologna.it/iperbole/asshp1. 2 Tra luso del Quoziente di Intelligenza o dellet mentale e la sterilizzazione degli inferiori il passo brevissimo e consequenziale. Fino agli anni 70 in molti paesi occidentali si proceduto per legge e scientificamente alla sterilizzazione dei deboli mentali.  Norma era il nome che i latini davano alla squadra, strumento usato per delimitare le superfici. Normale etimologicamente significa limitato. 4 L. S. VYGOTSKIJ, Fondamenti di difettologia, Bulzoni, Roma 1986. PAGE 1 PAGE 1 La pietra scartata dai costruttori divenuta pietra angolare (Salmo 116) ./0<=>LMx  ?@AcdfgDCM| 3 D V 2 4 < = K 9 P ҺҬҟ5CJ5;OJQJ 5OJQJOJQJ560JCJOJQJjCJOJQJUj5CJOJQJU j(5CJOJQJ5CJOJQJ CJOJQJ@CJ@CJOJQJ6;6CJCJCJPCJ4Mfgh  2 $ %a$^$a$B$$IfF03'y 4 Fa H$If^H H$If^H$If $If^Äބ22 3 4 = K  J : ; P Te  & F9 %  & F8 %  & F7 %  & F6 % $ %a$ %  BF6CkZ ^t3Wv!! !9!n!K"Y"""B##P%t%o&&''z'''([)))** ++&+ѹѹ CJOJQJ5>*CJOJQJ5CJOJQJ 5OJQJOJQJCJCJ56CJOJQJ5CJ$OJQJ5CJOJQJ CJOJQJCJFeP !B^*Z[$a$$a$/$$d %d&d'd-D M N OPQa$  & F: % %  & F9 %[\$P  ^(T^ $ %a$ $ %a$$ & F/a$$ & F0a$$a$!!J"K"\"%%&&z')*,---.013^4C5D5b58v;== $ %a$&+++c,,-b----..9.{../G/0%00011111v22_3333 4^4n4~4445C5D5_5a5555677M8}8+9p9::z;;<<===X>>>??J?i??-@w@@ABCDD5CJOJQJ6CJ CJOJQJ5>*OJQJ5CJOJQJ5>*CJOJQJ 5OJQJOJQJM==CCDCDD.DzD{DwFHIII{KQMN1$$1$a$ $1$`a$1$$1$a$$1$a$$a$ $ %a$+$ %$d%d&d'dNOPQa$DD,D.DzD{DFFII2JGJJJKLLQMMMNNNNNgPhPQQRShSqTTVWX&X/X5XYYRYYxZZZ[[[[ֲֽֽֽɝֽ֕֌ @OJQJ@CJOJQJ56OJQJj0JCJOJQJU6CJOJQJj0JOJQJU >*OJQJ 6OJQJ CJOJQJ 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A!S"Q#S$%DyK #integrazionepetaloazzurro@yahoo.ityK Tmailto:integrazionepetaloazzurro@yahoo.itDyK edsavi@tin.ityK *mailto:edsavi@tin.itDyK #integrazionepetaloazzurro@yahoo.ityK Tmailto:integrazionepetaloazzurro@yahoo.itDyK taridal@tiscalinet.ityK :mailto:taridal@tiscalinet.itDyK apismo@tin.ityK *mailto:apismo@tin.itDyK bomarzo@tin.ityK ,mailto:bomarzo@tin.itDyK uue1bassanodelgr@finanze.ityK Fmailto:uue1bassanodelgr@finanze.itDyK uue1thiene@finanze.ityK :mailto:uue1thiene@finanze.itDyK uue1vicenza@finanze.ityK <mailto:uue1vicenza@finanze.itDyK uue2vienza@finanze.ityK :mailto:uue2vienza@finanze.itDyK cinzia@afadoc.ityK 0mailto:cinzia@afadoc.itDyK pwsa.veneto@tin.ityK 4mailto:pwsa.veneto@tin.itDyK www.disabili.comyK 2http://www.disabili.com/DyK carlavbaggio@libero.ityK <mailto:carlavbaggio@libero.itDyK #integrazionepetaloazzurro@yahoo.ityK Tmailto:integrazionepetaloazzurro@yahoo.itDyK asshp1@iperbole.bologna.it;yK Fmailto:asshp1@iperbole.bologna.it; i2@2 Normale_HmHsHtH.@. Titolo 1$@&58@8 Titolo 2$$@&a$5CJ8@8 Titolo 3$$@&a$5CJ@@@ Titolo 4$$@&a$5CJOJQJ8@8 Titolo 5$$@&a$5CJ88 Titolo 6$$@&a$6CJ4@4 Titolo 7$$@&a$CJH@H Titolo 8$$L@&^La$5CJ`OJQJH H Titolo 9 $$@&^`a$5CJNA@N Carattere predefinito paragrafoHU@H Collegamento ipertestuale>*B**)@* Numero pagina: @: Pi di pagina  %PC@"P Rientro corpo del testo$`a$6B@26 Corpo del testoCJ@P@B@ Corpo del testo 2$a$CJ.>R. Titolo$a$5CJDQ@bD Corpo del testo 3$a$5CJ8@r8 Intestazione  %L&@L Rimando nota a pi di paginaH*H@H Testo nota a pi di pagina^R@^ Rientro corpo del testo 2^`6CJXS@X Rientro corpo del testo 3$`a$CJJgL!]'a3      RS3RSVh3\Y&,.3"!"F"g"""""#=#^#"&"&"&"&"&"&"&"& "& "& "& "& "&"&"&"&"&"&"&"&"&"&"&h 3 \^:m.@qP,aBuY #Jaj &~+,.@=IYj3@1) R D  b0191Mfgh234=KJ: ; P  T  e P ! 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